venerdì, 09 febbraio 2007
A sinistra si vota Sarkozy

E’ il primo post che scrivo sul blog da quando mi sono immerso nella vita di Urbino. Un’esperienza totalizzante, sia come scuola di giornalismo sia come rapporti interpersonali.

Tuttavia, come scrissi nel primo post, questo blog non è nato per parlare di me, e non comincerò certo adesso.

Sarkozy 


Per tornare a dare nuova vita al mio Cammino stavo rimuginando da qualche giorno un argomento interessante di politica interna. Ce ne sono, a dozzine.

Ma, come spessissimo mi accade, finirò col parlare del resto del mondo. Quello che nel gergo giornalistico viene definito “esteri”. Non ci posso fare niente, per mia natura tendo a leggere e interessarmi di più a quel che accade lontano dal mio paese. Non penso sia un bene, visto che lavorerà (probabilmente) in Italia, ma tant’è.

 

Per chi non avesse letto il Corriere della Sera qualche giorno fa: leggetevi questo articolo di Andrè Glucksmann.

 

Lui, storica icona della sinistra francese, voterà Sarkozy. Il “fascio”. E dà motivazioni serie. Se fossi un francese, queste parole potrebbero seriamente cambiare la mia intenzione di voto.

L’articolo ha provocato sdegno da tanti fedelissimi della sinistra, almeno in Italia, ma c’è da scommettere che la reazione sia stata anche più forte in Francia. Sono tanti, gli abituali elettori di sinistra ammaliati dalla parabola ascendente di Segolene Royal.

E’ da quando è apparsa sulla scena pubblica che mi dà una netta impressione di incapacità e qualunquismo. Ha qualcosa da dire su tutto, ma su tutto ha idee confuse. E comunque, quello che più le preme è piacere alla gente. Ogni politico vuole piacere alla gente, ma se non è abbastanza preparato, l’unico risultato è il ridicolo.

 

Comunque, non è solo una questione di Royal sì o Royal no. Glucksmann ci chiede: cos’è oggi la “destra”, e cosa la “sinistra” in Europa? E’ vero, l’immobilismo, la cancrena della sinistra francese sono più gravi rispetto a quella che soffre la sinistra italiana. Ma la tendenza è la stessa. Glucksmann : “la sinistra ufficiale francese si crede moralmente infallibile e mentalmente intoccabile. Crede d' incarnare il movimento e la repubblica. Il che era relativamente esatto fino al 1945. La sinistra aveva osato rimettersi in questione e aveva portato avanti le battaglie da cui nacque la nostra democrazia laica e sociale. Ma dopo il 1945, poiché la collaborazione con l' occupante nazista aveva sotterrato il conformismo di destra, la sinistra di professione si è addormentata sugli allori”.

Non vi sembra l’identikit dei nostri Rifondazione, Comunisti Italiani, in parte Verdi?

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venerdì, 14 aprile 2006

La fede nella politica

 Questo discorso è di Marcel Gauchet, intellettuale francese e capo redattore di "Le Dèbat".

“I francesi hanno fede nella politica. Anche gli altri europei sono preoccupati dalla crescita della precarietà, ma non pensano di avere il potere di incidere sulla realtà. I francesi continuano invece a credere nella politica e nello Stato. L’eredità storica francese è questa: la convinzione nella politica. Per questo i nostri vicini ci prendono un po’ per matti. Questo convincimento spiega tante cose, spesso incomprensibili all’estero, come la forza dell’estrema destra: la gente non si rassegna all’insicurezza o al fatto che non si possano controllare le frontiere. Se un uomo politico vuol suicidarsi, basta che dica che “lo Stato non è tutto”. E’ quel che ha fatto Lionel Jospin, con l’esito che sappiamo. Un sondaggio ha mostrato recentemente che i francesi sono quelli che credono meno all’economia di mercato: non immaginano certo che si debba uscire dal mercato, ma pensano che lo Stato deve comandare al mercato”.

Gauchet colpisce nel segno. Il senso dello Stato dei francesi... a tratti così esagerato da essere irreale, antimoderno, antieuropeo. A tratti così ostinato da salvare la faccia, e la pelle, nei momenti più difficili della propria storia.
Tuttavia, a leggere queste frasi sono tentato di dire: mi sento un pò francese.


ps: auguro a tutti i miei amici bloggari una buona Pasqua e Pasquetta!

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