lunedì, 24 dicembre 2007
Più Natale per tutti
Che sia una festa religiosa, tutto il mondo lo sa. Ma anche per chi non crede, come me e la mia famiglia, si tratta di una festa. Anzi, di una bella festa. Un'occasione unica per interrompere la nostra routine, fare un viaggio (piccolo o grande che sia) per stare tutti insieme, per riunire la famiglia. Per ricordarci che, fra di noi, non c'è solo un legame forzato, di sangue, ma qualcosa di più. Esattamente quello che ci spinge a passare alcuni giorni sotto lo stesso tetto.
Una volta all'anno siamo tutti insieme. Immagino sarà così anche per tanti altri. Allora lo dico per me e per tutti quelli leggeranno: godiamocelo, questo Natale.

lunedì, 30 luglio 2007
L'uddiccino va a puttane
Forse non è delicato girare il dito nella piaga, ma al momento il più fulgido esempio di incoerenza è proprio lui: Cosimo Mele, parlamentare democristiano dell'Udc. Non posso non parlarne, è un assist a porta vuota che devo assolutamente sfruttare.
Venerdì sera lo squallido Mele si è regalato una bella cenetta in Via Veneto in compagnia di una "squillo" (sì, lo so, i comuni mortali le chiamano "puttane", ma ora si dice così), poi se l'è portata a letto in un albergo. Sempre di via Veneto e sempre coi soldi dei contribuenti.
Come lo stesso Mele ammette, è stato anche parecchio "sfigato, perché se la ragazza non si fosse sentita male non sarebbe successo nulla". Sì perché la "squillo" a quanto pare si drogava, e dopo aver sfinito il povero Mele (padre di tre figli) era andata in bagno per soddisfare la sua dipendenza. Il politico sostiene di non aver usato la droga, né di essersi accorto che la ragazza la stesse consumando, visto che dormiva, e si è svegliato solo quanto la donna si stava già sentendo male. Questo racconta, e personalmente ci credo. Dopo di che, Mele ha soccorso la ragazza e oggi ne fa un vanto, come se soccorrere gli altri non fosse un atto dovuto. In realtà sembra che le ragazze nella stanza dell'albergo fossero due. Se così fosse, lo sfinimento fisico del parlamentare sarebbe ancora più spiegabile.
Adesso l'Udc lo toglierà di mezzo secondo il principio che un politico debba essere coerente ed esemplare, ma Mele rimarrà un parlamentare. Un parlamentare che ha votato Pacs e Dico e voterà contro i Cus struprando la parola "famiglia". Un concetto completamente estraneo a una persona che tradisce la moglie (che ora "piange tutto il giorno") con una prostituta. Dall'alto della sua posizione, Mele il puttaniere si azzarda a moraleggiare sull'autentico significato di famiglia, facendo passare per mezzi deviati quegli uomini e quelle donne che, pur amandosi come qualsiasi altra coppia, non vuole formalizzare il matrimonio né in chiesa né in comune.
Una persona che, dopo aver tentato la scappatella ed essere stato beccato con le zampette nella marmellata, cerca di difendersi e risulta ancora più triste e pietoso. "Ai miei figli ancora non l'ho detto, non ho il coraggio"; "Noi politici siamo uomini come gli altri, ci capita di sbagliare".
Eh no, Mele, voi politici non siete uomini come gli altri. Siete uomini pubblici, che rappresentano anzitutto il Paese, e in secondo luogo i vostri elettori. Da un politico si esige coerenza. Non moralità, solo coerenza. Andare a puttane non è un male in sè, è scandaloso nel momento in cui si fa della famiglia uno dei propri valori politici fondanti.