mercoledì, 06 giugno 2007
Adelante Spagna!

Spagna

Dopo mesi di vuoto informativo, nelle ultime due settimane la Spagna è tornata sulle pagine dei quotidiani di informazione italiani.

Prima con le elezioni amministrative, il primo test elettorale dal 2004, quando Zapatero strappò una insperata vittoria ai popolari, tre giorni dopo la strage di Madrid.
Poi oggi, con l'annuncio da parte di Eta (Euskadi Ta Askatasuna, che in spagnolo significa "Paesi baschi e libertà") di abbandonare la tregua con lo Stato. Una tregua durata poco più di un anno, che comunque si era già sgretolata a dicembre scorso, quando l'organizzazione terrorista uccise due persone con una bomba piazzata al parcheggio dell'aeroporto di Barajas, a Madrid.

E' un momento delicatissimo per gli equilibri della politica spagnola. Già la campagna elettorale di maggio si era giocata sulla radicale divergenza di vedute che separa i socialisti di Zapatero dai popolari di Rajoy, che accusano il governo di voler consegnare il paese alla guerra civile con il loro dialogo con i terroristi. Il tono della polemica è stato molto aspro.

"Con i terroristi non si dialoga, si sconfiggono e basta"
, l'ha detto anche oggi il leader conservatore Mariano Rajoy nella sua dichiarazione ufficiale, in reazione al comunicato Eta. L'opinione, a dire la verità, è rimasta la stessa da sempre. Anche quando era molto di moda parlare di "trattato", "dialogo", "pace" e "fine del terrorismo" i popolari hanno sempre manifestato tutto il loro scetticismo. Realismo? O profezia che si auto-compie?

L'ottimismo e la buona volontà del presidente Zapatero, lo dico con una certa amarezza, non hanno portato alcun risultato, se non quello di una tregua piuttosto duratura ma, anche stavolta, temporanea.
Non sappiamo con esattezza in cosa siano consistiti i dialoghi tra stato spagnolo e Eta, non sappiamo da quali posizioni si partisse. Quello che è lecito pensare, è che la rottura si sia creata nel momento in cui Eta ha capito che Zapatero era sì disposto ad un dialogo, ma non avrebbe mai permesso di andare oltre una certa soglia. Zapatero non ha ceduto (come invece Aznar e Rajoy malignavano) su molti temi: primo fra tutti l’illegalizzazione di alcuni partiti baschi, braccio politicamente presentabile di Eta.

Zapatero ha assicurato che la libertà, alla fine, avrà la meglio sulla violenza. E che gli spagnoli e i baschi di attentati non ne possono più: vogliono la pace e la sicurezza. Tutto vero. Ma da oggi è necessario che i due principali partiti politici del Paese, Psoe e Pp lavorino insieme, in sintonia, senza beccarsi con l’acidità degli ultimi mesi, senza rovesciarsi addosso accuse stupide e insensate.

I discorsi che Zapatero e Rajoy hanno tenuto a poche ore di distanza, hanno avuto diversi denominatori comuni: sostegno incondizionato alla pace, lotta al terrorismo con gli strumenti della democrazia e dello stato di diritto, incoraggiamento a tutti gli spagnoli.

Chi ama la Spagna dovrebbe augurarsi che tutto riparta da qui.

postato da: Sportnotizie alle ore 12:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:terrorismo, spagna, zapatero, eta , rajoy