sabato, 14 aprile 2007
Talebani d'Italia

Riporto dal sito dei Radicali di Roma.

“Il clima di odio e di intolleranza” dichiara Rita Bernardini “che certi fautori della ‘famiglia naturale’ stanno alimentando nei confronti di inermi e pacifici cittadini che chiedono l’affermazione dei diritti per le coppie omosessuali, comincia a destare serie preoccupazioni che non possono essere sottovalutate dalla politica e dai mezzi di informazione. Oggi, all’Università La Sapienza sono stati aggrediti i militanti di Radicaliroma che, al tavolo regolarmente annunciato alle forze dell’ordine, raccoglievano le firme per presentare al Comune di Roma una proposta di delibera per l’istituzione del registro delle Unioni Civili. Ieri l’Associazione Radicaliroma aveva presentato in una conferenza stampa il progetto che in pochi giorni ha già raccolto le sottoscrizioni di 4.000 romani (lo Statuto del Comune ne prevede 5.000 da raccogliere in tre mesi): il fatto che i giornali romani, pressoché all’unanimità, oggi abbiano taciuto è forse peggiore del gesto violento del quarantenne che oggi si è scagliato violentemente contro i giovani militanti tentando di distruggere i moduli di raccolta e ribaltando il tavolo al grido ‘affosserò la vostra proposta perché voi volete distruggere la famiglia!’. La censura della stampa si rivolge, infatti, contro tutti i cittadini che usano gli strumenti della ‘democrazia diretta’ per promuovere iniziativa politica concreta".

Ci riflettiamo un minuto? Se un imbecille minaccia di morte un monsignore, è giusto parlarne e condannare. Ma è giusto anche parlare e condannare un gesto di intolleranza come questo.

Altra cosa: non sarà il caso che qualche giornale italiano, qualche cronaca di Roma, dedichi uno straccio di articolo, di box, di trafiletto, di sommarietto, a un'iniziativa che merita perlomeno di essere conosciuta?

Non si chiede di fare pubblicità, non si chiede una firma. Si pretende solo che la stampa fornisca al cittadino l'Informazione.
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martedì, 20 febbraio 2007

 

Mastella, Rutelli, Joseph: nun ce provate

 PACS

Essì: se dovessi trovarmi faccia a faccia con questi tre uomini, specie di questi tempi, tradirei la mia romanità e sarebbe sicuramente la prima cosa che gli direi. Nun ce provate, con le unioni di fatto.

State provando ad affossare un diritto sacrosanto e già sancito in tutta Europa. State lanciando falsi allarmi, vi stracciate le vesti in difesa della famiglia. Ma in tutti i paesi dove i PACS sono stati approvati, la famiglia è sempre lì, ben salda.

Mastellone e Rutelli: voi fate parte dell’Unione. L’Unione ha presentato, prima delle elezioni, un programma con gli intenti per i prossimi 5 anni. Questo documento ha anche la vostra firma. Avete stretto mani, sorriso e posato per fotografie per celebrarne l’evento. Massì, il mitico “Per il bene dell’Italia”, non ricordate più?

L’Unione, forte di questo programma di governo, ha ottenuto la fiducia della maggioranza degli italiani. Ha vinto le elezioni politiche. Il vostro dovere, perciò, è quello di rispettare il programma e di attuarlo. Se non lo fate, trovo assai superflua la vostra presenza in questa coalizione.

 
La memoria, si sa, con gli anni tende a scemare. Ecco cosa dice il programma a proposito dei DICO (ahimè, non PACS).

L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti,
prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle
unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di
un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi
né il loro orientamento sessuale. Va considerato
piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di
relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà),
la loro stabilità e volontarietà.

E’ tutto molto chiaro. Fare i finti tonti non vi fa onore. Ciascuno ingoi il suo rospetto, che toccherà a tutti prima o poi, e lo faccia in silenzio, per piacere.

Joseph, nun ce prova neanche te. Perché, quando in Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Germania, sono state approvate leggi anche più coraggiose di questa, la tua istituzione non ha mosso un dito? Forse una risposta c’è: la Chiesa sa benissimo che in Italia i politici pronti all’inchino e al baciamano sono sempre tanti, come ai vecchi tempi della DC. I divorziati difensori della famiglia si sprecano. Quindi, tanto vale provarci, giusto?

 Allora io mi chiedo: se il Concordato viene rispettato solo da una parte (e mi riferisco alla non-interferenza negli affari altrui), ha ancora senso tenerlo in piedi?


ps: il link al programma completo, per gli insani di mente che volessero leggerselo,è qui: http://www.fabbricadelprogramma.it/adon/static/programma-unione.pdf


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