mercoledì, 07 giugno 2006
Referendum costituzione: cosa diavolo voto?
Di sicuro non metto il bannerino

In queste settimane, sui blog "unionisti" va tanto di moda il bannerino per il NO alla Costituzione. "Per salvarla", dice. E poi un bel: "viva l'Italia".
Molti dei bloggari che espongono questo bannerino mi fanno paura. Sì, paura. Anzitutto perchè nutrono la convinzione secondo la quale l'Italia sia un patrimonio solo ed esclusivamente di sinistra, e che tutto ciò che è stato scritto/fatto nel dopoguerra, o come risultato della Resistenza, sia sacro, dogmatico, intoccabile. La Costituzione sarebbe, naturalmente, uno di questi dogmi incontestabili. Chi la "tocca" (non chi la fa a pezzi, basta anche solo toccarla, un pò come le reliquie) è sacrilego, odia l'Italia, ci porterà alla rovina.
Bel progressismo davvero.
Piccolo problema: molti politici di sinistra condividono in pieno quest'idea un pò saccente, arrogantella e soprattutto conservatrice.

Temo che l'Unione non abbia intenzione di mettere mano alla Costituzione per migliorarla ed attualizzarla, una volta riscosso il "no" alle urne. Non lo farà anche perchè (sempre se vincesse il no) si farebbe un autogol deludendo quella grossa parte di elettorato che la Costituzione la vorrebbe inviolata. Sembrerebbe davvero un atto contraddittorio e un pò incomprensibile. L'unica speranza potrebbe risiedere negli ultimi 2 anni di legislatura, a referendum lontano.

Il discorso che vorrei fare è questo: la riforma fatta dalla CdL così com'è non può andar bene. E' ovvio. Ci sono falle, bizantinismi assurdi, contraddizioni. Questa riforma va riformata, mi verrebbe da dire.
Ma se io voto no, chi mi assicura che il dialogo sulla Carta continuerà?
Qualche segnale positivo s'è visto, qualche prova di dialogo e di accordo sembra esserci. Ma il rischio che tutto rimanga inalterato nel nostro Testo fondamentale è altissimo.

La Costituzione del 1948 (con le modifiche del 2001) è inattuale in molte sue parti. Non sono un costituzionalista quindi ammetto la mia ignoranza in materia. Ma alcune cose so vederle anche io:
- il bipolarismo finalmente si sta radicando nel nostro sistema, ci vuole una Carta che lo sancisca e che lo regoli: principi, diritti e doveri per l'opposizione, il cui ruolo di garanzia e di alternativa dev'essere rinforzato.
- Il bicameralismo perfetto. Ancora? Non sarà ora di rendere un pò meno ingessato questo sistema come tutta Europa ha fatto? L'idea di rendere il Senato una camera regionale e non una fotocopia di Montecitorio è buona; la CdL l'ha applicata pessimamente ma va ammesso che è su questa strada che bisogna mettersi
- Più potere al Premier. Perchè no? Purchè questo maggior potere non venga annullato dalla giungla dei partiti che al Parlamento fanno il bello e il cattivo tempo: questo è lo scenario che si prospetta in caso di riforma della CdL. Anche qui: l'idea di base è buonissima, ma l'applicazione un disastro.

Non c'è la terza opzione, del tipo "sì, con la garanzia che i due poli si uniranno per modificarla?".

 
postato da: Sportnotizie alle ore 20:30 | Permalink | commenti (50)
categoria:referendum, costituzione, devolution