giovedì, 19 aprile 2007
CongressoMania

Udc, Socialisti, Ds e Margherita. Tutti a congresso. Per il sistema politico italiano potrebbe essere un momento di svolta. O almeno si spera.

Ds e Margherita si scioglieranno per dare alla luce il partito democratico. Ma questo si sapeva.

Il congresso che più mi ha intrigato è quello dello Sdi, conclusosi con un discreto successo: l'unione dei diversi partitini socialisti in un organo solo. Senza contare diversi laici dell'area Ds. In attesa dei Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella, che a questo processo guardano con simpatia sempre maggiore. E di Mussi e i mussiani.

Tornerà a chiamarsi Psi, come lo storico partito della prima Repubblica, che si sciolse con Tangentopoli tra un oceano di vergogna.

A quanto pare, certe anime della politica italiana erano troppo forti per rimanere represse a lungo: quindici anni dopo torna il Psi e molto presto tornerà anche una Democrazia Cristiana.
Tre sono le anime di cui parlo: quella socialista, quella democristiana e quella comunista.
Sembra che sia finita quella paura per le vecchie denominazioni, quel tabù che portò alla nascita di partiti dai nomi nuovi. Gli unici a non aver mai rinnegato il proprio nome erano i comunisti "duri e puri", che pure in Tangentopoli le zampette se l'erano sporcate parecchio, ma se le lavarono con una bella amnistia. E quindi ne uscirono bene.

Tutto questo sta tornando con forza, soprattutto con chiarezza. Lo trovo positivo, perchè solo dopo aver fatto i conti col proprio passato il sistema politico italiano può stabilizzarsi e veleggiare verso il bipolarismo vero.
Già: bipolarismo. E' tutto qui il problema.
I democristiani dicono che sia fallito, e fingono di non vedere che in realtà, non è mai davvero iniziato.

I socialisti non vogliono entrare nel Partito Democratico. Perchè questo vorrebbe dire convivere con chi la laicità la calpesta, e perchè hanno paura di annacquarsi nel mare Ds Dl che, piaccia o meno, questo processo di unione l'hanno iniziato e il loro tributo lo pretenderanno.

Fa bene Boselli a mettersi da parte e a creare un partito socialista unico con laicità, liberalismo e diritti civili come stelle polari? Non sono in grado di dare una risposta. Vorrei dire: sì, ma non sarei del tutto coerente.
Credo moltissimo, infatti, nel bipolarismo e auguro ogni bene al nascituro Pd. Spero tanto in un parlamento diviso tra progressisti e conservatori, come in Usa, Inghilterra, Spagna, Svezia.

Ma allo stato attuale non vedo nessuna forza politica che difenda con forza i tre pilastri (li ripeto: Laicità, Liberalismo e Diritti Civili). Quindi, di socialisti c'è bisogno in questo momento di emergenza.

Leggi anche:
Alexdam sul congresso Udc

 
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categoria:politica, comunismo, democrazia, laicità, socialismo, bipolarismo
lunedì, 28 agosto 2006

Marx combatteva il comunismo. Di oggi.

comunismo

Leggendo una lettera di Giuliano Amato a “La Repubblica”, nella quale il ministro spiega le ragioni per cui il socialismo è ancora attuale e, anzi, modello politico vincente, mi è sopraggiunta una riflessione.

Nella lettera Amato parla, fra le altre cose, delle cause storico-sociali che hanno portato alla nascita del comunismo e del socialismo. Sappiamo infatti che comunismo e socialismo hanno una sorgente comune, che è quella rappresentata dalle idee di Marx ed Engels. I due movimenti sono stati a tutti gli effetti la stessa cosa almeno fino alla Terza Internazionale, quando una divisione insanabile produsse la scissione: da allora i rivoluzionari iniziarono ad essere chiamati “comunisti” e i riformisti, “socialisti”.

 

Tuttavia, come s’è detto, le idee di Marx scaturirono da una realtà precisa: la realtà dell’Europa dell’Ottocento. Un’Europa che usciva definitivamente e brutalmente da un’economia prettamente agricola ad un’economia industriale di massa. Da qui lo sfruttamento dei lavoratori, quasi sempre “raccattati” dai campi, sottratti alla vanga e messi davanti ad una catena di montaggio. Giornate di lavoro da dodici ore (se andava bene), sottopagati, maltrattati. Per i ragazzini valeva la stessa identica cosa. Con la differenza che venivano pagati anche meno.
Lavoratori catapultati dalla campagna alla città. Una città che non li accoglieva, ma al contrario li ghettizzava, facendoli sentire (e di fatto lo erano), cittadini di serie B.
Il comunismo nasce anzitutto per cambiare questa situazione; dare diritti a chi non ne ha; garantire eguaglianza e dignità a tutti i cittadini.

 
Pensate adesso alla Cina. In un paese governato dal Partito Comunista si stanno realizzando esattamente tutte le condizioni sociali che cento anni fa portarono alla nascita del comunismo.
La Cina sta subendo in pochi decenni ciò che in Europa è durato due secoli. E’ passata dal feudalesimo all’industrializzazione più sfrenata in un battito di ciglia.

Non vengono sfruttati, sottopagati, maltrattati i lavoratori cinesi? Non viene riservato lo stesso trattamento anche ai bambini lavoratori? Non vengono catapultati dalla campagna alle Shangai, Canton, Shenzen? Non sono a tutti gli effetti dei cittadini di serie B? Non è forse vero che il governo cinese riconosce, di fatto, meno diritti a chi in città non vi risiede ma vi lavora soltanto?
Non è un governo comunista che sta ripetendo le aberrazioni contro le quali i “padri fondatori” del comunismo lottarono?

 
La storia soffre di un grave, gravissimo disturbo della memoria. Un disturbo che non si trova nella sola Cina, ma anche nelle civile e democratiche Unione Europea e America. Già, perché in molti stabilimenti dell’orrore in Cina, campeggiano sfavillanti i loghi di Nike, Puma, Timberland, e potrei dirne altri ancora.
La verità è che lo sfruttamento conviene a tutto il mondo, tranne che allo sfruttato.

postato da: Sportnotizie alle ore 15:58 | Permalink | commenti (8)
categoria:comunismo, cina, marx