martedì, 20 febbraio 2007

 

Mastella, Rutelli, Joseph: nun ce provate

 PACS

Essì: se dovessi trovarmi faccia a faccia con questi tre uomini, specie di questi tempi, tradirei la mia romanità e sarebbe sicuramente la prima cosa che gli direi. Nun ce provate, con le unioni di fatto.

State provando ad affossare un diritto sacrosanto e già sancito in tutta Europa. State lanciando falsi allarmi, vi stracciate le vesti in difesa della famiglia. Ma in tutti i paesi dove i PACS sono stati approvati, la famiglia è sempre lì, ben salda.

Mastellone e Rutelli: voi fate parte dell’Unione. L’Unione ha presentato, prima delle elezioni, un programma con gli intenti per i prossimi 5 anni. Questo documento ha anche la vostra firma. Avete stretto mani, sorriso e posato per fotografie per celebrarne l’evento. Massì, il mitico “Per il bene dell’Italia”, non ricordate più?

L’Unione, forte di questo programma di governo, ha ottenuto la fiducia della maggioranza degli italiani. Ha vinto le elezioni politiche. Il vostro dovere, perciò, è quello di rispettare il programma e di attuarlo. Se non lo fate, trovo assai superflua la vostra presenza in questa coalizione.

 
La memoria, si sa, con gli anni tende a scemare. Ecco cosa dice il programma a proposito dei DICO (ahimè, non PACS).

L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti,
prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle
unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di
un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi
né il loro orientamento sessuale. Va considerato
piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di
relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà),
la loro stabilità e volontarietà.

E’ tutto molto chiaro. Fare i finti tonti non vi fa onore. Ciascuno ingoi il suo rospetto, che toccherà a tutti prima o poi, e lo faccia in silenzio, per piacere.

Joseph, nun ce prova neanche te. Perché, quando in Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Germania, sono state approvate leggi anche più coraggiose di questa, la tua istituzione non ha mosso un dito? Forse una risposta c’è: la Chiesa sa benissimo che in Italia i politici pronti all’inchino e al baciamano sono sempre tanti, come ai vecchi tempi della DC. I divorziati difensori della famiglia si sprecano. Quindi, tanto vale provarci, giusto?

 Allora io mi chiedo: se il Concordato viene rispettato solo da una parte (e mi riferisco alla non-interferenza negli affari altrui), ha ancora senso tenerlo in piedi?


ps: il link al programma completo, per gli insani di mente che volessero leggerselo,è qui: http://www.fabbricadelprogramma.it/adon/static/programma-unione.pdf


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categoria:chiesa, dico, papa, rutelli, pacs, mastella
lunedì, 15 maggio 2006
VADE RETRO
   
  RUINI
Oggi ha parlato Ruini, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana. I concetti erano prevedibili, i toni usati sono stati sconvolgenti. Queste sono parole sue:
"L'aborto è un delitto abominevole, la cui gravità si va purtroppo oscurando nelle coscienze di molti ma che rimane un atto intrinsecamente illecito che nessuna circostanza, finalità o legge umana potra' mai giustificare".
 
Devo riscontrare, da parte di un uomo di Chiesa, una inaccettabile mancanza di rispetto per tutte le donne che hanno vissuto l'esperienza dell'aborto. La Chiesa continua a non capire che l'aborto non è un hobby nè un divertimento. E' una scelta dolorosa, frutto di altrettanto dolorose riflessioni.
 
Del resto non si capisce come un uomo obbligato al celibato e alla castità possa discettare di famiglia, figli, maternità, divorzi. Questo sì, è un vero mistero della fede.

Ma perchè non sottolineare anche la delicatezza con la quale Ruini ha moralmente demolito una legge dello Stato italiano, frutto di volontà popolare? La legge sull'aborto è stata una conquista fondamentale per la nostra democrazia. Era già tardiva quando arrivò, eppure oggi, nel 2006, c'è chi la cancellerebbe se ne avesse la possibilità. Ma proprio per questo bisogna rispondere colpo su colpo a questa offensiva retrograda e antidemocratica.

Lo Stato non ha legalizzato dei delitti abominevoli, caro Ruini.

Qui, di abominevole c'è solo la sua ideologia medievale oscurantista.
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categoria:chiesa, aborto, democrazia, libertà, ruini
sabato, 13 maggio 2006
Il saggio Piero e Joseph l'incorreggibile

Due fatti mi sembrano particolarmente interessanti in questa giornata.
Numero uno: Piero Fassino non sarà vicepremier e resterà alla segreteria dei Democratici di Sinistra. Per guidare la sua formazione verso la grande casa del partito Democratico. Parole sue.

Sembra quasi che Fassino e Prodi abbiano letto il mio post di ieri. Quando scrivevo: "
Prodi faccia le scelte che vuole per la squadra di governo ma sia ben chiaro: nelle segreterie dei partiti devono restare politici di enorme spessore e soprattutto, uomini che credano forte nel Partito Democratico". Bene, ottimo, desiderio avverato.
Piero Fassino crede sinceramente in questo progetto e lo ha dimostrato rinunciando ad un ruolo di enorme prestigio come quello del vice-premier. Sarebbe bello se anche Rutelli facesse questo ragionamento, sicuramente più lungimirante e di più ampi orizzonti rispetto alla poltroncina da occupare qui e subito. Ma si sa, ognuno si tiene lo stile che ha. E poi oggi va tanto di moda avere 2-3 vicepremier, è il modo più comodo che un capocoalizione ha per riempire il pancino dei bimbi più riottosetti.

Seconda notizia. Oddio, di nuovo c'è ben poco: Ratzinger, cercando di "stimolare i legislatori" (splendido contorsionismo sintattico per evitare il verbo "influenzare"), si scaglia contro le unioni omosessuali e anche contro le unioni eterosessuali non avvinte dal vincolo matrimoniale. Coppie che si amano e vogliono condividere tutto tranne che un contratto siglato con Santa Madre Chiesa, per il papa non hanno pari dignità rispetto a quelle sposate "regolarmente".
Il bello è che poi, Ratzinger si dice "preoccupato per il numero crescente di divorzi e separazioni". Ma questa non è che un'ulteriore prova di quanto il papa sia lontano dalle dinamiche della società. Totalmente avulso. Ho l'impressione che parli più alle sue gerarchie che non ai credenti. Poi, magari, ci si meraviglia del calo delle presenze in Chiesa. Ma che strano...

Il papa progressista lancia poi un altro anatema su chi "tenta di sostituirsi a Dio creatore". Credo sia un modo per esprimere un certo diniego verso la procreazione assistita. Dulcis in fundo: "
Oggi un tema quanto mai delicato è il rispetto dovuto all'embrione umano, che dovrebbe sempre nascere da un atto di amore ed essere già trattato come persona".
Come a dire: cardinal Martini, chiuda il becco e lasci parlare me, l'unica vera e credibile voce della Chiesa.
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categoria:politica, chiesa, fassino, pacs, partito democratico
giovedì, 30 marzo 2006
Il papa non si intromette. Anzi, sì.

 
Sia chiaro: un capo di Stato di un paese estero non potrebbe  mai dettare i temi della campagna elettorale italiana. Se ad esempio Chirac si rivolgesse al nostro paese auspicandosi una vittoria dei conservatori, tutti noi lo vedremmo come inaccettabile. Se poi si permettesse anche di disquisire su temi come i diritti individuali, la scuola pubblica e privata, la ricerca scientifica dell'Italia facendo chiaramente intendere quale coalizione appoggi "moralmente", nascerebbe un vero e proprio caso diplomatico, come è giusto che sia. Perchè questo sarebbe un attentato alla sovranità dello Stato italiano.

Allora qualcuno mi deve spiegare perchè un sovrano di uno Stato teocratico qual è il Papa (o un suo manutengolo come ad esempio Ruini) può permettersi di rivolgersi agli elettori italiani tentando palesemente di influenzarne il voto. Perchè non lo fa anche con i francesi, perchè non con gli spagnoli, o piuttosto con i portoghesi o i brasiliani o gli statunitensi? Perchè il Papa (non parlo semplicemente di Ratzinger se non della figura in sè) pensa di avere diritto a mettere le mani sullo Stato italiano, di mettere bocca, di "consigliare" le "coscienze" dei "cattolici italiani". Perchè alla fin fine, al Vaticano non è ancora andato giù che l'Italia sia Italia e non Stato della Chiesa. Pensateci un attimo, è vero: dietro tutto questo "interesse" per la causa italiana c'è una sincera convinzione di formare parte del nostro paese (o che il nostro paese sia parte del Vaticano) e quindi di avere pieno diritto a partecipare alla campagna elettorale e di stilare agende politiche e progetti di governo.
Non si spiega altrimenti perchè il Papa, al di là di fumose e tortuose dichiarazioni di condanna (ricordo il velatissimo anatema scagliato verso i socialisti spagnoli, rei di aver fatto la legge sui matrimoni gay), non si esprima a proposito delle scelte elettorali di altri paesi cattolici. Forse che gli spagnoli o gli statunitensi sono meno cattolici degli italiani?

E' interessante ascoltare Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, quando parla di politiche sociali e riforme "necessarie per il paese". Quasi ci si dimentica che il buon Camillo sia un prete, che dovrebbe interessarsi di anime,  di dialogo con altre religioni, di vescovi, chiese, questioni vaticane. Non della politica italiana, che a quella ci pensano i cittadini italiani eletti al Parlamento da altri milioni di cittadini italiani.

Ma sia chiaro, Ruini si rivolge alle "coscienze", non dà indicazioni di voto. Al limite si sofferma sui PACS che mettono a repentaglio la famiglia (che interessante, e io che ero convinto che le coppie di fatto fossero famiglie, ma sono un cretino: è ovvio che non lo sono perchè nè lui nè lei hanno una fede al dito!). Oppure ci dà la sua opinione circa il concetto di vita "dal concepimento fino alla morte naturale" (ma quanto sono sciocchi questi scienziati che ancora bisticciano e si affannano per capire quando inizia veramente la vita umana!).
Molto interessante anche che a parlare di famiglia (sia chiaro, unione di uomo e donna) sia proprio la gerarchia ecclesiastica che ha emarginato fin dal primo momento della sua millenaria storia le donne dalla pratica religiosa. Quel clero cattolico che non può sposarsi e non ha (o non dovrebbe avere) nessuna idea di cosa significhi l'unione tra uomo e donna, cosa sia la vita di coppia, cosa una donna provi quando ha una gravidanza indesiderata (poteva pensarci prima quella zoccola). Eppure, nonostante tutto ciò, il Papa ci parla di coppie di fatto come "forme di unione radicalmente differenti".
Tutti sanno che queste considerazioni, a pochi giorni dal voto in Italia, non hanno assolutamente alcun peso nella campagna elettorale.
Del resto, PACS e finanziamenti a scuole private non sono mai stati argomento di campagna in questi ultimi mesi, e anche se lo fossero, l'appello del clero è rivolto alle coscienze dei cattolici e si sa, la coscienza è tutto e niente. Una parola jolly.

a destra e sinistra sono tutti d'accordo: non c'è nessuna intromissione. Anzi, applausi a Sua Santità!
Tutti meno quei venditori di canne e libertari di radicali. Quei rompipalle guastafeste che hanno avuto l'insolenza di portare avanti una battaglia persa in partenza per la ricerca scientifica in Italia, grazie al coraggio di un grande uomo chiamato Luca Coscioni. Morto poco fa, tra fiumi di lacrime di coccodrillo.
Finalmente s'è tolto di mezzo anche quel rompiscatole.


Povera laicità.




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categoria:politica, chiesa, stato, radicali, ruini, laicità, pacs, coscioni