lunedì, 25 settembre 2006
Scandalo Telecom, due atroci sospetti

telefono
Oddio, non è che questo scandalo m’abbia molto scandalizzato. Sarà l’abitudine, ma a fatti di questa gravità ormai assisto più incuriosito (“vediamo chi c’è di mezzo stavolta”) che sorpreso.

 Come tutti sapete è appena stata sventata la combriccola di Tavaroli-Cipriani-Mancini (quello del SISMI coinvolto nel caso Abu-Omar). I tre, con l’aiuto di tanti altri collaboratori a livello inferiore, hanno spiato per anni centinaia di persone, molte sconosciute, altre ben più famose.
Sarebbe molto bello sapere chi è (o chi sono) il manovratore/i di tutto ciò. Uno è Mancini dei servizi segreti. Gravissimo, ma non sorprendente. Poi?

Io vorrei soffermarmi su due conseguenze della vicenda: la prima è il decreto legge che stabilisce la distruzione – preferibilmente immediata- di tutti i dati raccolti in anni di attività clandestina e illecita dal trio delle meraviglie.

Giustissimo, sacrosanto. Se non fosse che il DDL non fa alcuna distinzione tra la telefonata privata tra Diego Della Valle e sua moglie, o Carlo Bianchi e l’amante, e una conversazione che contiene abbastanza elementi per aprire un’indagine.

In poche parole: se in un’intercettazione (illegale, certo) si ascoltano un politico ed un imprenditore mettersi d’accordo per una maxi-tangente, nessuno è autorizzato ad usare quella telefonata come prova di reato.
Perché? Perché la prova è stata raccolta illegalmente. Nella forma è giusto così, ma nella sostanza è un'eresia.
A questo proposito Di Pietro ha proposto una modifica, proprio per rendere più giusto un decreto che è ispirato a dei valori assolutamente condivisibili, come la tutela della privacy dei cittadini.

Nulla, dall’altra parte Di Pietro ha ricevuto solo un nettissimo rifiuto.

Un rifiuto così secco e bipartisan ingenera un dubbio: non è che tanti politici di destra e sinistra hanno scoperto di essere stati intercettati e magari anche beccati con le mani nella marmellata?
Lo scandalo porterebbe a un terremoto politico colossale: non fa comodo a tutti pigliare un bel cerino e bruciare ogni cosa senza distinzione alcuna?
Del resto non è la prima volta che Mastella mostra di volersela prendere più con colui che mostra il peccato che col peccatore. E sempre col consenso di tutto il Palazzo.

 

Secondo infame dubbio, legato a Calciopoli. Pare che da queste intercettazioni firmate Tavaroli sia già uscito il primo spiffero. L’Inter, nel 2002, avrebbe commissionato all’investigatore-lestofante Cipriani un lungo pedinamento, fisico e telefonico, ai danni del correttissimo (o corrottissimo, a seconda dei gusti) arbitro De Santis.

Il motivo? Pare che la società sapesse, o almeno avesse il sentore, del sistema Moggi, e volesse cautelarsi. In questo caso, con mezzi illeciti.

La domanda è: chi ha fatto uscire questa informazione, che a norma di legge dovrebbe essere secretata e poi distrutta, per darla in pasto ai media? E’ giusto che la gente sappia, è giusto punire l’Inter se il reato di slealtà sportiva si confermasse, ma è importante sapere chi ha messo in giro questa voce.
Per rispondere basta farsi la domanda: cui prodest? Già, a chi gioca mettere nella pupù l'Inter, rimasta immacolata (assieme a tante altre società) nello scandalo estivo?

Negli ultimi mesi sto notando un sistematico accanimento, una campagna di sospetti, spesso disinformazione, ai danni dell’Inter. De Santis si dice schifato, Moggi  blatera che Moratti sarebbe il primo dei corrotti, Giornali (notare maiuscola) alimentano dubbi su un presunto circolo di potere che vedrebbe invischiati Tronchetti Provera, Guido Rossi e Massimo Moratti.

Sulle accuse a Guido Rossi si potrebbe scrivere un libro, ma la sensazione è che il clan di Moggi si sia ricompattato e che abbia rialzato la testa. Obiettivo: affondare l’Inter. Non più con gare truccate ma con una pervasiva campagna di disinformazione.

postato da: Sportnotizie alle ore 17:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:telecom, di pietro, calciopoli
giovedì, 20 luglio 2006
Come lascio l'Italia?

Rimettete a posto i festoni e ritappate lo Spumante: non ho intenzione di espatriare per sempre.
Da sabato fino a metà Agosto passerò il mio tempo tra Francia (Parigi) e Spagna (Barcellona e Valencia), e con questo post vorrei fare un breve riepilogo delle situazioni che più mi stanno a cuore, visto che negli ultimi tempi, ahimè, il tempo per il blog è stato poco.
Saranno più degli appunti personali, con la speranza che possano contenere qualche spunto di vostro interesse, miei cari amici bloggari.

 Anzitutto, vorrei parlare della situazione in alcuni luoghi fuori dai nostri confini. La crisi Medio-orientale impazza e in questi giorni, lo saprete tutti, si è estesa anche al Libano. Il concetto di base è: Israele si sente più minacciato che mai e si scaglia contro organizzazioni ibride come Hamas ed Hezbollah. Cos'hanno in comune queste due entità? Entrambe sono forme di terrorismo più o meno mascherato da democrazia o, comunque, movimento legittimo. Tutto ciò non fa altro che aumentare la diffidenza ed il senso di minaccia israeliano.
In tutta questa vicenda, non si fa altro che cogliere una perdurante e scoraggiante incapacità a dialogare, pochissima lungimiranza. Il mero calcolo d'interesse prevale su ogni altra logica. Nè israeliani nè arabi hanno veramente intenzione di fare una pace, e questa constatazione mi porta ad una bruttissima conclusione: la soluzione di questo conflitto non è mai sembrata tanto lontana come  oggi.

Negli Stati Uniti Bush ha utilizzato per la prima volta la sua facoltà di mettere il veto ad una decisione del Senato. L'ha fatto per impedire la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Poco rassicurante davvero.

Intanto in Nigeria si continua a morire, ma se non viene rapito un diplomatico o un tecnico petrolifero italiano, non se ne parla. Perchè non importa a nessuno. E i mass-media non riportano una notizia che non interessa.

Situazione interna... mare poco mosso, con brezze minacciose all'orizzonte. Rassegniamoci:  una maggioranza così risicata non sarà mai tranquilla. E' impossibile.
Con le liberalizzazioni il governo Prodi ha mantenuto una promessa e sta facendo un favore all'Italia inteso come sistema-Paese. Che poi tassisti notai o farmacisti protestino, è nelle cose. Il più importante è non cedere di fronte a queste pressioni, di lobby piccole ma arroccatissime, capaci di dare battaglia fino allo stremo. Vedo già le prime concessioni ai tassisti. Male, Bersani...

Nel momento in cui scrivo, la Camera ha approvato il ri-finanziamento della missione italiana in Afghanistan. Solo quattro "dissidenti" rifondaroli hanno detto "no" a questa decisione, mostrando sì una grande coerenza e integrità morale, ma anche grosse lacune alle voci "realismo" e "senso politico". La politica è compromesso, non sempre si può fare quel che ci piace, ed alcuni impegni si devono rispettare. In Afghanistan non solo c'è bisogno di soldati, ma ne servono anche molti di più. Un consiglio, però: ridiscutiamo le regole d'ingaggio dei nostri soldati. In quel paese ci sono intere regioni totalmente indifferenti alla "democrazia" di Kabul, con regole, leggi, eserciti propri. La situazione è molto più grave di quanto non si pensasse appena due anni fa. Le condizioni cambiano, dunque bisogna sapersi adattare.
A parte questa parentesi, va detto che il ri-finanziamento dovrà passare anche al Senato, laddove la maggioranza è minima. La mia idea - per quanto possa valere- è che non ci saranno problemi neanche in Camera alta.

Piccola parentesi su Calciopoli. Le sentenze sono state condivisibili, anche se alla fine il Milan andrà addirittura a giocare la UEFA, fatto piuttosto grave se pensiamo che questa società pilotava le assegnazioni di guardalinee e a volte anche di arbitri. Il fantomatico Meani, s'è detto, non fa parte della società milanista. Un co.co.co, insomma, un precario. Con stipendio da dirigente di primo piano, però. Mi risulta arduo pensare che Adriano Galliani nulla sapesse dell'esuberanza telefonica del suo sottoposto Meani.

Ora, ci avete fatto caso? E' il momento di piangere. Ieri Moggi, oggi De Santis. Tutti a lamentare un linciaggio mediatico, a parlare di "processo preventivo", due uomini distrutti, insomma. Da queste due piccole persone non ho sentito una, neanche una parola di auto-critica. Però le critiche non le hanno risparmiate: all'Inter, al Milan, al "sistema", ai giudici. Uno scarica-barile indegno, un tentativo quasi bambinesco di deviare l'attenzione, di muovere sentimenti di pietà (da Oscar la mimica facciale di De Santis all'intervista di Sky), di trascinare altra gente nella pupù.
Il mondo del calcio non si è pulito cacciando Moggi e Giraudo (di certo è assai più respirabile) e dovrà rimanere vigile e attento, forse anche di più adesso che un "vuoto di sottopotere" si è creato.


Vorrei augurare a tutti quanti buone vacanze. Ci si rivede a metà Agosto!

Federico
postato da: Sportnotizie alle ore 21:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, afghanistan, prodi, staminali, calciopoli, liberalizzazioni
domenica, 28 maggio 2006
La visione dell'Italia da lontano

Ho sempre pensato che uno dei migliori metodi per conoscere il proprio paese sia ascoltare cosa ne pensano gli stranieri. Il punto di vista esterno, se preso nella giusta considerazione e non come oro colato, può essere assai differente da quello che si ha da dentro casa.
So bene che quando uno straniero parla male, o critica, il nostro paese, la prima reazione è difensiva. Difendiamo l'immagine dell'Italia davanti ad americani, inglesi, spagnoli, spesso senza argomenti, se non quello del senso di patria. Lo so, l'ho fatto anch'io.
Ma tra noi italiani, possiamo dirci le cose come stanno.

E' per questo che pubblico, sottovoce e senza farlo sapere oltreconfine, qualche articolo in cui gli stranieri ci pigliano a scudisciate. Sono pezzi di verità, argomenti da dibattere. Non mi schiero nei confronti delle opinioni che pubblicherò.

"Giulio Andreotti, 87 anni, candidato alla presidenza del senato. Carlo Azeglio Ciampi, 86, ricandidato al Quirinale a furor di popolo. Giorgio Napolitano, suo successore, 81 anni. Rita Levi Montalcini, 97, premio Nobel dal voto prezioso.
Emilio Colombo, 86, una scheda indispensabile. Luigi Pallaro, 80, detto il "Mastella della Pampa" e ago della bilancia nell'assemblea al cardiopalma presieduta da Oscar Luigi Scalfaro, di anni 87, che ha assicurato la prima poltrona all'Unione. Eccoli, i protagonisti dell'animata scena postelettorale, preludio alla nuova e rinfrescante "era Prodi".
La prima esperienza governativa del professore risale a quasi 25 anni fa. Erano gli anni di Giscard, Breznev e Schmidt. Negli altri paesi vale una regola: chi perde nella gara per il posto di premier non si ripresenta. In Italia, si sa, c'è sempre una seconda possibilità [...]".
[...]Che il mondo del calcio fosse marcio, lo sapevano tutti. Ora tutti chiedono il rinnovamento.
Ma l'Italia è un paese dove l'idea di cambiare incute timori profondi. Tanto da spingere i politici a definire il cambiamento "discontinuità", come se volessero addolcirne le possibili conseguenze[...].
Gehrard Mumelter del quotidiano austriaco "Der standard".

[...]"Quanto ci vorrà perchè i magistrati siano accusati di voler svolgere un ruolo politico? Quanto ci vorrà perchè Moggi diventi un eroe agli occhi di qualcuno? Potrebbe perfino entrare in politica. Dopotutto, lo hanno fatto anche altri personaggi famosi indagati durante Tangentopoli. Moggi senatore a vita? Non lo escluderei"[...].
John Foot, prof di storia contemporanea presso il dipartimento italiano dell'University College di Londra.

"Tutto cambia perchè niente cambi". Pare che, secondo diversi autorevoli osservatori della scena italiana, sia questo il motto dominante del Belpaese.

Grazie a Internazionale per gli spunti.

postato da: Sportnotizie alle ore 23:39 | Permalink | commenti (3)
categoria:elezioni, stampa, calciopoli