
Sarebbe molto bello sapere chi è (o chi sono) il manovratore/i di tutto ciò. Uno è Mancini dei servizi segreti. Gravissimo, ma non sorprendente. Poi?
Giustissimo, sacrosanto. Se non fosse che il DDL non fa alcuna distinzione tra la telefonata privata tra Diego Della Valle e sua moglie, o Carlo Bianchi e l’amante, e una conversazione che contiene abbastanza elementi per aprire un’indagine.
In poche parole: se in un’intercettazione (illegale, certo) si ascoltano un politico ed un imprenditore mettersi d’accordo per una maxi-tangente, nessuno è autorizzato ad usare quella telefonata come prova di reato.
Perché? Perché la prova è stata raccolta illegalmente. Nella forma è giusto così, ma nella sostanza è un'eresia.
A questo proposito Di Pietro ha proposto una modifica, proprio per rendere più giusto un decreto che è ispirato a dei valori assolutamente condivisibili, come la tutela della privacy dei cittadini.
Nulla, dall’altra parte Di Pietro ha ricevuto solo un nettissimo rifiuto.
Lo scandalo porterebbe a un terremoto politico colossale: non fa comodo a tutti pigliare un bel cerino e bruciare ogni cosa senza distinzione alcuna?
Del resto non è la prima volta che Mastella mostra di volersela prendere più con colui che mostra il peccato che col peccatore. E sempre col consenso di tutto il Palazzo.
Secondo infame dubbio, legato a Calciopoli. Pare che da queste intercettazioni firmate Tavaroli sia già uscito il primo spiffero. L’Inter, nel 2002, avrebbe commissionato all’investigatore-lestofante Cipriani un lungo pedinamento, fisico e telefonico, ai danni del correttissimo (o corrottissimo, a seconda dei gusti) arbitro De Santis.
Il motivo? Pare che la società sapesse, o almeno avesse il sentore, del sistema Moggi, e volesse cautelarsi. In questo caso, con mezzi illeciti.
La domanda è: chi ha fatto uscire questa informazione, che a norma di legge dovrebbe essere secretata e poi distrutta, per darla in pasto ai media? E’ giusto che la gente sappia, è giusto punire l’Inter se il reato di slealtà sportiva si confermasse, ma è importante sapere chi ha messo in giro questa voce.
Per rispondere basta farsi la domanda: cui prodest? Già, a chi gioca mettere nella pupù l'Inter, rimasta immacolata (assieme a tante altre società) nello scandalo estivo?
Sulle accuse a Guido Rossi si potrebbe scrivere un libro, ma la sensazione è che il clan di Moggi si sia ricompattato e che abbia rialzato la testa. Obiettivo: affondare l’Inter. Non più con gare truccate ma con una pervasiva campagna di disinformazione.
categoria:telecom, di pietro, calciopoli







