Memorie olandesi
Sono tornato da due giorni dalla mia 10 giorni all'estero. Qualche giorno in Spagna, altri tre ad Amsterdam con mio cugino e mio fratello. Una bella esperienza anche perchè siamo stati insieme noi tre, da soli nel mondo , dopo tanto tempo, dopo un'infanzia in cui siamo sempre stati molto legati.
Vedere Amsterdam mi incuriosiva da tempo e devo ammettere che è una città talmente originale che può lasciare interdetti, spaesati. Mentre passeggiavo lungo i canali o attraversavo Liedseplein o il Dam ho pensato di trovarmi in una città che accoglie le persone più strane del mondo. Non parlo solo di fumati (per la verità se ne vedono molti di più a Barcellona) o di rubagalline, ma di persone originali, alternative, estroverse.
Allora mi viene da chiedermi: questa storia dell'Olanda come paese liberale (a tratti libertario, forse), in cui tutti si sentono garantiti e non discriminati allora è proprio vera?
Tre giorni non possono bastare a dare una risposta a questa domanda, vado più per impressioni che per dati di fatto.
Un'altra impressione che ho avuto è stata di Amsterdam come città mediterranea finita al nord per puro caso. Non parlo ovviamente di architettura nè di tratti somatici, ovviamente nordici, ma dei suoni, rumori nelle strade, atteggiamento delle persone, rispetto per le regole. Mi ha colpito, ad esempio, di vedere dei motorini (con conducenti senza casco) scorrazzare nella corsia dedicata alle biciclette. In Svezia o Danimarca una scena del genere la puoi vedere solo nella tua fantasia, perchè nella realtà sarebbe impensabile.
Il mio amico olandese, Geert, una volta mi ha detto "non preoccuparti di comprare i biglietti della metro, sarebbe inutile perchè non ti controllano mai". Ovviamente ho seguito il consiglio ma il punto è un altro: anche in Olanda il biglietto del mezzo pubblico non si compra perchè così dice la legge. Si compra semplicemente per evitare di beccarsi una multa. Perciò nel momento in cui non vengo controllato posso comportarmi come desidero. Questo concetto è italianissimo.
Sembra che ad Amsterdam, come nei paesi latini, si pensi anzitutto a fare la cosa più conveniente o più piacevole, mentre in paesi di mentalità nordica il pensiero di agire seguendo strettamente la regola sia quello basico.
Le strade del centro risuonano di commenti, risa, scherzi rumorosi, musiche, scampanellii di biciclette. Se chiudessi gli occhi sarei sicuro di trovarmi in Italia o in Spagna.
Vedere delle puttane in vetrina che ti invitano nella loro "suite" con fare seducente o che, molto più direttamente si abbassano le mutandine non è esattamente la cosa alla quale ero più abituato. Così come assistere all'operazione "acquisto del fumo" e "rollaggio di canna" in un bar (anzi, "coffee shop") assolutamente rispettabile in pieno centro città.
Al di là dell'opinione che tutti noi possiamo avere su queste legalizzazioni (io sono favorevole a quella della prostituzione ma contrario a quella della marijuana), mi pare evidente il collegamento fra queste e l'attitudine degli olandesi nella vita di tutti i giorni. Non so dire se è la società che si è adeguata alle regole o piuttosto il contrario.
Non sono neanche sicuro che tutte queste impressioni corrispondano al vero.
Una cosa certa però la so: se fossi andato ad Amsterdam solo per imbottirmi di droghe non avrei ricavato nessuna di queste impressioni.
Prossima tappa: spero Londra, o Parigi.

Classica foto da turista ad Amsterdam, con bicicletta legata alla ringhiera e il canale sullo sfondo. Il colore del cielo testimonia tutta la fortuna che abbiamo avuto con il tempo.

Quando parlo di gente "originale" mi riferisco anche a tizi come questo. Un inglese che gira con un topo sulla spalla. Chiacchiarando qualche minuto ci ha confessato che quando entra in un locale se lo mette in tasca.
Sono tornato da due giorni dalla mia 10 giorni all'estero. Qualche giorno in Spagna, altri tre ad Amsterdam con mio cugino e mio fratello. Una bella esperienza anche perchè siamo stati insieme noi tre, da soli nel mondo , dopo tanto tempo, dopo un'infanzia in cui siamo sempre stati molto legati.
Vedere Amsterdam mi incuriosiva da tempo e devo ammettere che è una città talmente originale che può lasciare interdetti, spaesati. Mentre passeggiavo lungo i canali o attraversavo Liedseplein o il Dam ho pensato di trovarmi in una città che accoglie le persone più strane del mondo. Non parlo solo di fumati (per la verità se ne vedono molti di più a Barcellona) o di rubagalline, ma di persone originali, alternative, estroverse.
Allora mi viene da chiedermi: questa storia dell'Olanda come paese liberale (a tratti libertario, forse), in cui tutti si sentono garantiti e non discriminati allora è proprio vera?
Tre giorni non possono bastare a dare una risposta a questa domanda, vado più per impressioni che per dati di fatto.
Un'altra impressione che ho avuto è stata di Amsterdam come città mediterranea finita al nord per puro caso. Non parlo ovviamente di architettura nè di tratti somatici, ovviamente nordici, ma dei suoni, rumori nelle strade, atteggiamento delle persone, rispetto per le regole. Mi ha colpito, ad esempio, di vedere dei motorini (con conducenti senza casco) scorrazzare nella corsia dedicata alle biciclette. In Svezia o Danimarca una scena del genere la puoi vedere solo nella tua fantasia, perchè nella realtà sarebbe impensabile.
Il mio amico olandese, Geert, una volta mi ha detto "non preoccuparti di comprare i biglietti della metro, sarebbe inutile perchè non ti controllano mai". Ovviamente ho seguito il consiglio ma il punto è un altro: anche in Olanda il biglietto del mezzo pubblico non si compra perchè così dice la legge. Si compra semplicemente per evitare di beccarsi una multa. Perciò nel momento in cui non vengo controllato posso comportarmi come desidero. Questo concetto è italianissimo.
Sembra che ad Amsterdam, come nei paesi latini, si pensi anzitutto a fare la cosa più conveniente o più piacevole, mentre in paesi di mentalità nordica il pensiero di agire seguendo strettamente la regola sia quello basico.
Le strade del centro risuonano di commenti, risa, scherzi rumorosi, musiche, scampanellii di biciclette. Se chiudessi gli occhi sarei sicuro di trovarmi in Italia o in Spagna.
Vedere delle puttane in vetrina che ti invitano nella loro "suite" con fare seducente o che, molto più direttamente si abbassano le mutandine non è esattamente la cosa alla quale ero più abituato. Così come assistere all'operazione "acquisto del fumo" e "rollaggio di canna" in un bar (anzi, "coffee shop") assolutamente rispettabile in pieno centro città.
Al di là dell'opinione che tutti noi possiamo avere su queste legalizzazioni (io sono favorevole a quella della prostituzione ma contrario a quella della marijuana), mi pare evidente il collegamento fra queste e l'attitudine degli olandesi nella vita di tutti i giorni. Non so dire se è la società che si è adeguata alle regole o piuttosto il contrario.
Non sono neanche sicuro che tutte queste impressioni corrispondano al vero.
Una cosa certa però la so: se fossi andato ad Amsterdam solo per imbottirmi di droghe non avrei ricavato nessuna di queste impressioni.
Prossima tappa: spero Londra, o Parigi.

Classica foto da turista ad Amsterdam, con bicicletta legata alla ringhiera e il canale sullo sfondo. Il colore del cielo testimonia tutta la fortuna che abbiamo avuto con il tempo.

Quando parlo di gente "originale" mi riferisco anche a tizi come questo. Un inglese che gira con un topo sulla spalla. Chiacchiarando qualche minuto ci ha confessato che quando entra in un locale se lo mette in tasca.







