giovedì, 20 luglio 2006
Come lascio l'Italia?

Rimettete a posto i festoni e ritappate lo Spumante: non ho intenzione di espatriare per sempre.
Da sabato fino a metà Agosto passerò il mio tempo tra Francia (Parigi) e Spagna (Barcellona e Valencia), e con questo post vorrei fare un breve riepilogo delle situazioni che più mi stanno a cuore, visto che negli ultimi tempi, ahimè, il tempo per il blog è stato poco.
Saranno più degli appunti personali, con la speranza che possano contenere qualche spunto di vostro interesse, miei cari amici bloggari.

 Anzitutto, vorrei parlare della situazione in alcuni luoghi fuori dai nostri confini. La crisi Medio-orientale impazza e in questi giorni, lo saprete tutti, si è estesa anche al Libano. Il concetto di base è: Israele si sente più minacciato che mai e si scaglia contro organizzazioni ibride come Hamas ed Hezbollah. Cos'hanno in comune queste due entità? Entrambe sono forme di terrorismo più o meno mascherato da democrazia o, comunque, movimento legittimo. Tutto ciò non fa altro che aumentare la diffidenza ed il senso di minaccia israeliano.
In tutta questa vicenda, non si fa altro che cogliere una perdurante e scoraggiante incapacità a dialogare, pochissima lungimiranza. Il mero calcolo d'interesse prevale su ogni altra logica. Nè israeliani nè arabi hanno veramente intenzione di fare una pace, e questa constatazione mi porta ad una bruttissima conclusione: la soluzione di questo conflitto non è mai sembrata tanto lontana come  oggi.

Negli Stati Uniti Bush ha utilizzato per la prima volta la sua facoltà di mettere il veto ad una decisione del Senato. L'ha fatto per impedire la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Poco rassicurante davvero.

Intanto in Nigeria si continua a morire, ma se non viene rapito un diplomatico o un tecnico petrolifero italiano, non se ne parla. Perchè non importa a nessuno. E i mass-media non riportano una notizia che non interessa.

Situazione interna... mare poco mosso, con brezze minacciose all'orizzonte. Rassegniamoci:  una maggioranza così risicata non sarà mai tranquilla. E' impossibile.
Con le liberalizzazioni il governo Prodi ha mantenuto una promessa e sta facendo un favore all'Italia inteso come sistema-Paese. Che poi tassisti notai o farmacisti protestino, è nelle cose. Il più importante è non cedere di fronte a queste pressioni, di lobby piccole ma arroccatissime, capaci di dare battaglia fino allo stremo. Vedo già le prime concessioni ai tassisti. Male, Bersani...

Nel momento in cui scrivo, la Camera ha approvato il ri-finanziamento della missione italiana in Afghanistan. Solo quattro "dissidenti" rifondaroli hanno detto "no" a questa decisione, mostrando sì una grande coerenza e integrità morale, ma anche grosse lacune alle voci "realismo" e "senso politico". La politica è compromesso, non sempre si può fare quel che ci piace, ed alcuni impegni si devono rispettare. In Afghanistan non solo c'è bisogno di soldati, ma ne servono anche molti di più. Un consiglio, però: ridiscutiamo le regole d'ingaggio dei nostri soldati. In quel paese ci sono intere regioni totalmente indifferenti alla "democrazia" di Kabul, con regole, leggi, eserciti propri. La situazione è molto più grave di quanto non si pensasse appena due anni fa. Le condizioni cambiano, dunque bisogna sapersi adattare.
A parte questa parentesi, va detto che il ri-finanziamento dovrà passare anche al Senato, laddove la maggioranza è minima. La mia idea - per quanto possa valere- è che non ci saranno problemi neanche in Camera alta.

Piccola parentesi su Calciopoli. Le sentenze sono state condivisibili, anche se alla fine il Milan andrà addirittura a giocare la UEFA, fatto piuttosto grave se pensiamo che questa società pilotava le assegnazioni di guardalinee e a volte anche di arbitri. Il fantomatico Meani, s'è detto, non fa parte della società milanista. Un co.co.co, insomma, un precario. Con stipendio da dirigente di primo piano, però. Mi risulta arduo pensare che Adriano Galliani nulla sapesse dell'esuberanza telefonica del suo sottoposto Meani.

Ora, ci avete fatto caso? E' il momento di piangere. Ieri Moggi, oggi De Santis. Tutti a lamentare un linciaggio mediatico, a parlare di "processo preventivo", due uomini distrutti, insomma. Da queste due piccole persone non ho sentito una, neanche una parola di auto-critica. Però le critiche non le hanno risparmiate: all'Inter, al Milan, al "sistema", ai giudici. Uno scarica-barile indegno, un tentativo quasi bambinesco di deviare l'attenzione, di muovere sentimenti di pietà (da Oscar la mimica facciale di De Santis all'intervista di Sky), di trascinare altra gente nella pupù.
Il mondo del calcio non si è pulito cacciando Moggi e Giraudo (di certo è assai più respirabile) e dovrà rimanere vigile e attento, forse anche di più adesso che un "vuoto di sottopotere" si è creato.


Vorrei augurare a tutti quanti buone vacanze. Ci si rivede a metà Agosto!

Federico
postato da: Sportnotizie alle ore 21:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, afghanistan, prodi, staminali, calciopoli, liberalizzazioni