sabato, 06 maggio 2006
La Generazione U c'è. E fa rumore

Il confronto di stamattina a Piazza Montecitorio ha confortato, credo, quanti credono nella nascita di un Partito Democratico plurale, giovane, aperto alle idee di tutti.
Come avevo detto, oggi si riuniva la cosiddetta "U Generation": giovani del centro-sinistra, in larga parte popolo bloggaro accorso nel cuore di Roma per conoscersi visivamente e dibattere, polemizzare, l'uno curioso di sentire un pò cosa balena in testa all'altro. Non un incontro programmatico, niente di ufficiale, per capirci. Il comun denominatore è appunto la "U". L'inversione a U che si chiede all'establishment di sinistra, sempre più vecchio e sordo.
Dalla blog generation effettivamente esiste una spinta verso avanti, un pungolo, una sana rottura di scatole all'oligarchia di sinistra che vorrebbe costruire questo partito nelle segrete stanze, tra accordi di uomini incravattati e soprattutto, lo vorrebbe far nascere secondo il principio dell'esclusione e non dell'inclusione.
Hanno parlato in tanti: fra gli interventi più significativi quello di Mario Adinolfi (grazie a lui ci si è riuniti oggi), Francesco Soro, Daniele Capezzone e Livio Aznar. Purtroppo  non ho la registrazione del discorso di Aznar, ma è stato assolutamente illuminante per chiarezza di idee, per ambizione. Dice: da una parte un partito progressista, dall'altro un partito conservatore. Due grandi forze unitarie e organizzate in modo tale da ospitare dentro di loro svariate correnti: ma con la caratteristica comune del riformismo. Come negli USA, come in Inghilterra, come in Spagna. E sono le democrazie più in salute. Non a caso. E poi Capezzone che mette in guardia: "Nessun Cerbero che decida chi entra e chi no nel Partito Democratico. Non i radicali, ma neanche l'Opus Dei nella persona di Bobba o la Binetti".

Qui potete ascoltare alcuni interventi che ho registrato in sala.
Francesco Soro e la politica dal basso




Francesco Soro e i tre temi dimenticati da tutti




Mario Adinolfi critica Paolo Gentiloni: classe politica sclerotica




Mario Adinolfi e il ricambio generazionale





Pur restando assai scettico e critico verso la Margherita, vanno fatti i complimenti a chi ha dato vita a questa iniziativa. Davvero qualcosa di nuovo, un pò di aria fresca, e c'eravamo abituati all'aria di palude. Ascoltando tante persone di diverse idee, storie, età, l'impressione è che esista voglia di nuovo. Di nuovi attori politici. Di politici che non abbiano alle spalle nè una militanza PCI nè una militanza DC. Qualcosa di "altro", insomma.
Questa spinta innovatrice è trasversale. Ricomprende le esigenze di una generazione e non solo di un consiglio di partito.
Il Partito Democratico, quindi, non potrà essere la fusione di DS e DL. In tanti l'hanno ripetuto oggi. Io non mi stancherò mai di dirlo.
postato da: Sportnotizie alle ore 18:01 | Permalink | commenti (22)
categoria:adinolfi, partito democratico, generazione u