giovedì, 24 gennaio 2008
Buone nuove, ogni tanto

Dall'oscuro pessimismo di ieri, oggi una folata di freschezza e ottimismo. Visto che la politica non lo fa, sono i tribunali amministrativi a muoversi per cambiare e migliorare leggi vergognose.

Il Tar del Lazio, infatti, ha annullato le linee guida della legge 40, quella approvata dal centrodestra nel 2004 e appoggiata dal Vaticano. La legge che regola la fecondazione assistita. Il motivo dell'annullamento? Le linee guida della legge invadono la libertà personale della donna, si sostituiscono a lei in una decisione delicata come quella di avere un figlio, e come averlo. La Consulta, inoltre, dovrà esprimersi sulla costituzionalità della 40.

Sarebbe l'ultimo e definitivo colpo d'ascia a una legge infame, votata in parlamento alla chetichella e confermata da un referendum fallito per mancanza di quorum. Un referendum in cui la parte oscurantista/medievale della politica italiana preferì disinformare ed evocare fantasmi. Fu la sconfitta della ragione e del progresso. Fu la Caporetto delle donne.

Ma il progresso e la ragione si possono, al limite, frenare. Non fermare. Questa ne è la conferma. Un ironicissimo "grazie" al ministro della salute Livia Turco per non aver mosso un dito, in quasi due anni, per modificare le linee guida facendosi umiliare dal Tar che ha deciso al posto suo. Eppure l'aveva promesso. Eppure è donna anche lei.

Il link alla notizia.
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categoria:politica, fecondazione, legge 40, tar
mercoledì, 23 gennaio 2008
Fallimento.it

Il governo sta per cadere. Principalmente, per colpa di un partito con l'1% dei voti degli italiani.
Non è ancora caduto, e già c'è chi lavora nell'ombra per mettere su un governo tecnico, o di larghe intese. Insomma, un esecutivo all'italiana, di quelli che si siedono sullo scranno del potere senza chiedere nessuna legittimazione ai cittadini. Che così si trasformano in sudditi.

Immerso nell'amarezza, vi invito a leggere una notizia sconfortante. ha avuto poco spazio sulla stampa italiana. Ma non c'è miglior momento di questo per darle un'occhiata.

"È costato quindici milioni di euro. Buttati via inseguendo un'iniziativa che nel frattempo era già diventata obsoleta. Ma il fallimento del portale www.italia.it incarna il disastro del nostro paese, incapace di concretizzare anche i progetti più piccoli. Doveva promuovere il turismo, fare da vetrina digitale della riscossa per riportare i turisti sulle nostre spiagge. Invece dopo due anni di tentativi, restyling, errori geografici e traduzioni maccheroniche ci si è trovati davanti a un'unica strada: azzerarlo. Il progetto è figlio di Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione del governo Berlusconi che ha varato strategie digitali tanto costose quanto inconcludenti. Un lancio elettorale: venne presentato il 31 marzo 2006, alla vigilia delle elezioni, e affidato a un consorzio di imprese guidato da Ibm. Ossia dal colosso mondiale dove Stanca aveva lavorato fino all'ingresso nel governo di centrodestra. Poi un anno fa Francesco Rutelli si impegnò per rianimarlo, salvo poi rendersi conto che si trattava di una missione impossibile. Lunedì 21 gennaio il verdetto: meglio staccare la spina.
La conta dei danni è confusa, come tutto il progetto. Il ministero precisa: abbiamo speso finora solo sette dei 45 milioni stanziati, ci sono quindi fondi per creare soluzioni alternative. Ma quel "solo sette milioni" appare paradossale: perché sette milioni per un portale web sono una cifra mostruosa. E il coordinatore degli assessori regionali Enrico Paolini raddoppia la stima della disfatta, includendo i contributi degli enti locali: quindici milioni inghiottiti dal buco nero digitale. Con la solita domanda: chi pagherà per i soldi sprecati?"
da http://www.spreconi.it/2008/01/il-fallimento-d.html


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categoria:politica, governo, udeur, italiait