Penso che possa interessare anche i lettori abituali di questo blog.
Marzo 2007: va in archivio uno scandalo, ne esplode un altro. “Vallettopoli”, il caso giudiziario dell’estate, si conclude con tanti proscioglimenti. Ma tutto questo è già finito nel dimenticatoio: nelle stesse ore, infatti, arriva un’altra pioggia di intercettazioni, accuse e arresti a personaggi famosi della società italiana. Per la stampa italiana è giunto il momento di gettarsi a testa bassa su “Vallettopoli 2” e il nulla di fatto di “Vallettopoli 1” quasi scompare.
Il Ducato Online ha cercato di capire meglio il meccanismo confrontando i giornali italiani a giugno 2006 con quelli di febbraio e marzo 2007 e chiedendo l’opinione di alcuni autorevoli giornalisti.
“Quando decidono cosa mettere in pagina, i giornalisti non usano il righello”, ci ha spiegato uno dei responsabili di un grande quotidiano italiano. “Un giornale non si fa col bilancino”, gli ha fatto eco un altro. Resta comunque un paradosso, anche perché si tratta di due diverse tranche della stessa inchiesta cominciata a Potenza e poi, in parte, trasferita in altre procure. Vediamo come è andata.
Da un portavoce all’altro
Nel giugno 2006, il Pubblico Ministero di Potenza, Henry John Woodcock, ordina l’arresto per Vittorio Emanuele di Savoia e Salvatore Sottile, portavoce di del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Le accuse sono pesanti: il principe avrebbe fornito ragazze per soddisfare i clienti del casinò di Campione d’Italia e avrebbe formato una associazione a delinquere con l’ex sindaco della località e l’ex amministratore delegato del casinò. Sottile, invece, finisce agli arresti perché avrebbe raccomandato diverse vallette alla Rai in cambio di prestazioni sessuali.
Le maggiori testate italiane, per diversi giorni, pubblicano prime pagine, vignette, commenti, retroscena e interi stralci di intercettazioni telefoniche piuttosto scabrose.
Esattamente quello che accade all’esplodere di Vallettopoli 2: stavolta si tratta di paparazzi che scattano foto compromettenti a personaggi famosi per poi ricattarli ed estorcergli soldi. Fra le vittime ci sarebbe Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi.
Ma se anche stavolta le accuse si rivelassero infondate e i presunti colpevoli fossero innocenti, la stampa italiana sarebbe altrettanto dettagliata e darebbe lo stesso peso alla notizia?
Il Ducato Online ha cercato di valutare con più precisione quanto spazio è stato concesso agli arresti, e quanto ne è stato dedicato dopo, al momento delle archiviazioni, scoprendo che all’overdose estiva di informazioni è corrisposta una miseria di notizie tra febbraio e marzo.
Nel dettaglio
Questi sono i giornali che abbiamo consultato
• Corriere della Sera
• Repubblica
• La Stampa
• Il Messaggero
• Quotidiano Nazionale (QN)
• Il Giornale
• Libero
• Il Secolo XIX
• Il Mattino
Gli arresti in prima pagina
Il 17 giugno otto quotidiani su nove hanno aperto con la notizia degli arresti. Solo Il Giornale non gli ha dedicato l’apertura, limitandosi ad una fotonotizia a centro pagina.
Il giorno dopo gli arresti, i maggiori quotidiani come Repubblica, Corriere, Messaggero e Stampa hanno dedicato le prime cinque pagine a commenti e retroscena.
Il giorno successivo, tutti e nove senza eccezioni hanno pubblicato le intercettazioni che hanno fatto partire gli arresti, con Sottile che descrive una delle aspiranti vallette con l’epiteto di “bella porcella, piccola e compatta come la Smart” e il principe Savoia che esprime analoghe considerazioni.
Sottile prosciolto ma in pochi ne parlano
A febbraio invece, solo Corriere, QN e Libero hanno dato in prima pagina la notizia che Sottile, in realtà, non aveva commesso alcun reato. La notizia è apparsa o a fondo pagina (come Corriere e QN) o con tre righe sotto l’articolo di fondo, come Libero. In qualche caso, con qualche inesattezza: Libero parla di “assoluzione”, quando in realtà il processo a Sottile non è neanche mai iniziato.
All’interno del Corriere, per ritrovare l’articolo, bisogna sfogliare fino a pagina 20, quando tre colonne di testo informano i lettori su come s’è concluso il grande scandalo dell’estate, ripubblicando alcune frasi intercettate dal telefono di Sottile.
Il Giornale offre un minimo spazio a questa notizia. Un articolo vero e proprio, però, lo pubblica tre settimane dopo, quando l’interesse dell’opinione pubblica è stato risvegliato dalla seconda tranche di scandali e arresti. Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, che guida una battaglia per poter pubblicare le foto di Sircana, dedica tutta pagina cinque a “Sottile, il portavoce di cui i media non ebbero pietà”. E’ il 16 marzo.
“Noi giornalisti non usiamo il bilancino”
Nelle redazioni la differenza di trattamento delle notizie non stupisce. “Un giornale non si regola con il bilancino. Tutti, in genere, danno più spazio alle vicende che si aprono piuttosto che a quelle che si concludono. Perché dopo un po’ di tempo qualsiasi vicenda stufa e quindi alla sua conclusione l’interesse dei giornali tende a scemare”, dice ad esempio il caporedattore centrale del QN, Gabriele Canè.
Canè ammette che: “Non è giusto che sia così ma è una prassi del giornalismo italiano, perché è pur vero che alcune storie fanno più notizia di altre. E poi, ammettiamolo, se il principe finisce in manette e circola una marea di intercettazioni scottanti, c’è tantissimo da scrivere. Quando c’è un’archiviazione, una volta che hai scritto ‘Non è successo niente, non era vero nulla’ c’è poco altro da aggiungere”.
Anche Gianni Armand Pilon, vicecaporedattore delle Cronache italiane a La Stampa, difende le scelte: “Quando decidono cosa mettere in pagina, i giornalisti non usano il righello. Non possiamo misurare quanti centimetri quadrati diamo a una notizia”. E spiega: “Non abbiamo dato lo stesso risalto alle due cose perché un giornale non si fa con il righello. È giusto informare su come va a finire una vicenda, certo, ma nella costruzione di un giornale si deve badare a cosa fa notizia e a cosa no. Se un giorno Vittorio Emanuele dovesse riuscire a spillare soldi allo Stato per ingiusta detenzione, la notizia sarebbe sicuramente da prima pagina”.
Il 13 marzo 2007, poi, nessuno ha dato in prima pagina la notizia delle due archiviazioni per Vittorio Emanuele. Va aggiunto, però, che il peso di queste archiviazioni è minore, come ci ha detto anche Gianluigi Nuzi de Il Giornale: “In realtà, sul capo d’accusa più pesante (cioè l’associazione a delinquere ndr) la procura di Potenza ancora non ha deciso nulla. Vittorio Emanuele non è uscito del tutto da questa vicenda. È per questo che abbiamo deciso di dare poco spazio a questa notizia, che abbiamo giudicato poco rilevante”. E aggiunge: “Il giorno in cui Woodcock riceverà l’archiviazione per tutto il caso, beccandosi una sconfessione enorme, noi partiremo con l’idea di mettere la notizia in prima pagina. Se poi, quel giorno, ci saranno altre notizie più importanti, decideremo di non farlo”.
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