Marx combatteva il comunismo. Di oggi.

Nella lettera Amato parla, fra le altre cose, delle cause storico-sociali che hanno portato alla nascita del comunismo e del socialismo. Sappiamo infatti che comunismo e socialismo hanno una sorgente comune, che è quella rappresentata dalle idee di Marx ed Engels. I due movimenti sono stati a tutti gli effetti la stessa cosa almeno fino alla Terza Internazionale, quando una divisione insanabile produsse la scissione: da allora i rivoluzionari iniziarono ad essere chiamati “comunisti” e i riformisti, “socialisti”.
Tuttavia, come s’è detto, le idee di Marx scaturirono da una realtà precisa: la realtà dell’Europa dell’Ottocento. Un’Europa che usciva definitivamente e brutalmente da un’economia prettamente agricola ad un’economia industriale di massa. Da qui lo sfruttamento dei lavoratori, quasi sempre “raccattati” dai campi, sottratti alla vanga e messi davanti ad una catena di montaggio. Giornate di lavoro da dodici ore (se andava bene), sottopagati, maltrattati. Per i ragazzini valeva la stessa identica cosa. Con la differenza che venivano pagati anche meno.
Lavoratori catapultati dalla campagna alla città. Una città che non li accoglieva, ma al contrario li ghettizzava, facendoli sentire (e di fatto lo erano), cittadini di serie B.
Il comunismo nasce anzitutto per cambiare questa situazione; dare diritti a chi non ne ha; garantire eguaglianza e dignità a tutti i cittadini.
Pensate adesso alla Cina. In un paese governato dal Partito Comunista si stanno realizzando esattamente tutte le condizioni sociali che cento anni fa portarono alla nascita del comunismo.
La Cina sta subendo in pochi decenni ciò che in Europa è durato due secoli. E’ passata dal feudalesimo all’industrializzazione più sfrenata in un battito di ciglia.
Non vengono sfruttati, sottopagati, maltrattati i lavoratori cinesi? Non viene riservato lo stesso trattamento anche ai bambini lavoratori? Non vengono catapultati dalla campagna alle Shangai, Canton, Shenzen? Non sono a tutti gli effetti dei cittadini di serie B? Non è forse vero che il governo cinese riconosce, di fatto, meno diritti a chi in città non vi risiede ma vi lavora soltanto?
Non è un governo comunista che sta ripetendo le aberrazioni contro le quali i “padri fondatori” del comunismo lottarono?
La storia soffre di un grave, gravissimo disturbo della memoria. Un disturbo che non si trova nella sola Cina, ma anche nelle civile e democratiche Unione Europea e America. Già, perché in molti stabilimenti dell’orrore in Cina, campeggiano sfavillanti i loghi di Nike, Puma, Timberland, e potrei dirne altri ancora.
La verità è che lo sfruttamento conviene a tutto il mondo, tranne che allo sfruttato.









