giovedì, 30 marzo 2006
Il papa non si intromette. Anzi, sì.

 
Sia chiaro: un capo di Stato di un paese estero non potrebbe  mai dettare i temi della campagna elettorale italiana. Se ad esempio Chirac si rivolgesse al nostro paese auspicandosi una vittoria dei conservatori, tutti noi lo vedremmo come inaccettabile. Se poi si permettesse anche di disquisire su temi come i diritti individuali, la scuola pubblica e privata, la ricerca scientifica dell'Italia facendo chiaramente intendere quale coalizione appoggi "moralmente", nascerebbe un vero e proprio caso diplomatico, come è giusto che sia. Perchè questo sarebbe un attentato alla sovranità dello Stato italiano.

Allora qualcuno mi deve spiegare perchè un sovrano di uno Stato teocratico qual è il Papa (o un suo manutengolo come ad esempio Ruini) può permettersi di rivolgersi agli elettori italiani tentando palesemente di influenzarne il voto. Perchè non lo fa anche con i francesi, perchè non con gli spagnoli, o piuttosto con i portoghesi o i brasiliani o gli statunitensi? Perchè il Papa (non parlo semplicemente di Ratzinger se non della figura in sè) pensa di avere diritto a mettere le mani sullo Stato italiano, di mettere bocca, di "consigliare" le "coscienze" dei "cattolici italiani". Perchè alla fin fine, al Vaticano non è ancora andato giù che l'Italia sia Italia e non Stato della Chiesa. Pensateci un attimo, è vero: dietro tutto questo "interesse" per la causa italiana c'è una sincera convinzione di formare parte del nostro paese (o che il nostro paese sia parte del Vaticano) e quindi di avere pieno diritto a partecipare alla campagna elettorale e di stilare agende politiche e progetti di governo.
Non si spiega altrimenti perchè il Papa, al di là di fumose e tortuose dichiarazioni di condanna (ricordo il velatissimo anatema scagliato verso i socialisti spagnoli, rei di aver fatto la legge sui matrimoni gay), non si esprima a proposito delle scelte elettorali di altri paesi cattolici. Forse che gli spagnoli o gli statunitensi sono meno cattolici degli italiani?

E' interessante ascoltare Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, quando parla di politiche sociali e riforme "necessarie per il paese". Quasi ci si dimentica che il buon Camillo sia un prete, che dovrebbe interessarsi di anime,  di dialogo con altre religioni, di vescovi, chiese, questioni vaticane. Non della politica italiana, che a quella ci pensano i cittadini italiani eletti al Parlamento da altri milioni di cittadini italiani.

Ma sia chiaro, Ruini si rivolge alle "coscienze", non dà indicazioni di voto. Al limite si sofferma sui PACS che mettono a repentaglio la famiglia (che interessante, e io che ero convinto che le coppie di fatto fossero famiglie, ma sono un cretino: è ovvio che non lo sono perchè nè lui nè lei hanno una fede al dito!). Oppure ci dà la sua opinione circa il concetto di vita "dal concepimento fino alla morte naturale" (ma quanto sono sciocchi questi scienziati che ancora bisticciano e si affannano per capire quando inizia veramente la vita umana!).
Molto interessante anche che a parlare di famiglia (sia chiaro, unione di uomo e donna) sia proprio la gerarchia ecclesiastica che ha emarginato fin dal primo momento della sua millenaria storia le donne dalla pratica religiosa. Quel clero cattolico che non può sposarsi e non ha (o non dovrebbe avere) nessuna idea di cosa significhi l'unione tra uomo e donna, cosa sia la vita di coppia, cosa una donna provi quando ha una gravidanza indesiderata (poteva pensarci prima quella zoccola). Eppure, nonostante tutto ciò, il Papa ci parla di coppie di fatto come "forme di unione radicalmente differenti".
Tutti sanno che queste considerazioni, a pochi giorni dal voto in Italia, non hanno assolutamente alcun peso nella campagna elettorale.
Del resto, PACS e finanziamenti a scuole private non sono mai stati argomento di campagna in questi ultimi mesi, e anche se lo fossero, l'appello del clero è rivolto alle coscienze dei cattolici e si sa, la coscienza è tutto e niente. Una parola jolly.

a destra e sinistra sono tutti d'accordo: non c'è nessuna intromissione. Anzi, applausi a Sua Santità!
Tutti meno quei venditori di canne e libertari di radicali. Quei rompipalle guastafeste che hanno avuto l'insolenza di portare avanti una battaglia persa in partenza per la ricerca scientifica in Italia, grazie al coraggio di un grande uomo chiamato Luca Coscioni. Morto poco fa, tra fiumi di lacrime di coccodrillo.
Finalmente s'è tolto di mezzo anche quel rompiscatole.


Povera laicità.




postato da: Sportnotizie alle ore 23:28 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, chiesa, stato, radicali, ruini, laicità, pacs, coscioni
giovedì, 23 marzo 2006

Attacco all'informazione


N
on sono solito lasciarmi andare ad allarmismi o a grida di scandalo quando parlo o commento la politica. Dopo sabato, star zitti è impossibile.
Il presidente del Consiglio, parlando ai vertici di Confindustria, ha dato vita ad un autentico show, con tanto di urla fischi ed applausi in platea.
Per chi volesse approfondire, qui c'è un articolo al riguardo su Repubblica.it.

In questo mio blog voglio solo commentare le frasi del Premier che hanno ferito un mondo a me carissimo, vale a dire l'informazione. Il Premier ha tacciato i seguenti di giornali di essere collusi con la sinistra, agitando ancora una volta la marionetta del comunismo: Repubblica, L'Unità, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Il Messaggero e La Stampa.

Partia
mo da Repubblica, schierato a sinistra dal giorno in cui è stato fondato, ma non per questo non credibile e mistificatore, anzi, esempio di giornalismo in Europa. Il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalari, è notoriamente un avversario del Presidente del Consiglio.

Questo quotidiano è da anni il bersaglio di critiche e di commenti negativi da parte di Forza Italia, i cui esponenti mostrano un’insofferenza preoccupante verso chiunque non si mostri allineato con loro.

 Passi per l'Unità che è l'organo di stampa dei Democratici di Sinistra. Un giornale di partito non può essere (né vuole essere) imparziale od obiettivo.


Scagliarsi contro il Corriere della Sera somiglia tanto ad una sindrome da accerchiamento. Il motivo dello scatenarsi di tanta ira premieristica è legato all'articolo del direttore Mieli, che ha chiaramente ammesso la sua intenzione di voto per il centrosinistra, il 9 Aprile. Capisco perfettamente che trovarsi i primi due giornali in Italia per copie vendute farti il gioco contro non dev'essere divertente, tuttavia qualcuno dovrebbe far notare al Presdelcons. che leggere un quotidiano con posizioni divergenti non significa necessariamente trovarsi di fronte un nemico, un avversario da abbattere.



In democrazia la stampa riporta le notizie, le commenta, dà opinioni e crea opinioni. Non è tenuta a stare dalla parte del Governo e del potere costituito. Quello lo faceva l'Agenzia Stefani che, ai tempi del ventennio, riportava solo le notizie positive per non alimentare il "disfattismo".

Ora però viene il pezzo forte. Il Sole24Ore, quotidiano di Confindustria e punto di riferimento della classe industriale italiana, sarebbe "di sinistra". Sono rimasto indietro io, o gli industriali in genere non sono esattamente dei sindacalisti o dei bolscevichi?

La colpa del Sole24Ore è stata quella di aver diffuso dati e numeri sconfortanti per l’economia dell’Italia. “Va bene che lo faccia l’Unità”, avrà pensato il nostro premier, “ma che anche il giornale degli industriali faccia propaganda per la sinistra è insopportabile”.

Bisognerebbe far notare al Presidente che i numeri non sono né di destra né di sinistra. Certo, non nego che i numeri si possano presentare sotto vari aspetti in modo da essere letti nel modo desiderato. Ma sono mesi che leggiamo bilanci negativi, grafici in ribasso, classifiche mondiali dove l’Italia è sempre da andare a cercare nella parte destra. Oltretutto il centro studi di Confindustria non è manovrato da comunisti e lo stesso presdelcons era solito commissionargli analisi economiche quando si trovava all’opposizione.

 

Io protesto. La stampa dev’essere lasciata in pace. Ci sono i giornali di destra, ci sono i giornali di sinistra. Ci saranno sempre. Se non si è capaci di accettare e digerire un editoriale al vetriolo non si entra in politica, perché il politico è l’uomo pubblico per eccellenza, e come tale esposto anche a critiche feroci se le circostanze lo richiedono.

Però… si dà il caso che esistano i giornali che rispecchiano gli interessi di una certa classe sociale, come il Sole per gli industriali.

Il Sole24Ore di sinistra? E’ talmente  paradossale da farmi ridere, ma se penso alla mentalità che alberga dietro questa affermazione, tremo.

postato da: Sportnotizie alle ore 13:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:berlusconi, libertà, repubblica, corriere, confindustria, sole24ore
giovedì, 16 marzo 2006
Memorie olandesi


Sono tornato da due giorni dalla mia 10 giorni all'estero. Qualche giorno in Spagna, altri tre ad Amsterdam con mio cugino e mio fratello. Una bella esperienza anche perchè siamo stati insieme noi tre, da soli nel mondo , dopo tanto tempo, dopo un'infanzia in cui siamo sempre stati molto legati.

Vedere Amsterdam mi incuriosiva da tempo e devo ammettere che è una città talmente originale che può lasciare interdetti, spaesati. Mentre passeggiavo lungo i canali o attraversavo Liedseplein o il Dam ho pensato di trovarmi in una città che accoglie le persone più strane del mondo. Non parlo solo di fumati (per la verità se ne vedono molti di più a Barcellona) o di rubagalline, ma di persone originali, alternative, estroverse.
Allora mi viene da chiedermi: questa storia dell'Olanda come paese liberale (a tratti libertario, forse), in cui tutti si sentono garantiti e non discriminati allora è proprio vera?
Tre giorni non possono bastare a dare una risposta a questa domanda, vado più per impressioni che per dati di fatto.

Un'altra impressione che ho avuto è stata di Amsterdam come città mediterranea finita al nord per puro caso. Non parlo ovviamente di architettura nè di tratti somatici, ovviamente nordici, ma dei suoni, rumori nelle strade, atteggiamento delle persone, rispetto per le regole. Mi ha colpito, ad esempio, di vedere dei motorini (con conducenti senza casco) scorrazzare nella corsia dedicata alle biciclette. In Svezia o Danimarca una scena del genere la puoi vedere solo nella tua fantasia, perchè nella realtà sarebbe impensabile.
Il mio amico olandese, Geert, una volta mi ha detto "non preoccuparti di comprare i biglietti della metro,  sarebbe inutile perchè non ti controllano mai". Ovviamente ho seguito il consiglio ma il punto è un altro: anche in Olanda il biglietto del mezzo pubblico non si compra perchè così dice la legge. Si compra semplicemente per evitare di beccarsi una multa. Perciò nel momento in cui non vengo controllato posso comportarmi come desidero. Questo concetto è italianissimo.
Sembra che ad Amsterdam, come nei paesi latini, si pensi anzitutto a fare la cosa più conveniente o più piacevole, mentre in paesi di mentalità nordica il pensiero di agire seguendo strettamente la regola sia quello basico.

Le strade del centro risuonano di commenti, risa, scherzi rumorosi, musiche, scampanellii di biciclette. Se chiudessi gli  occhi sarei sicuro di trovarmi in Italia o in Spagna.
Vedere delle puttane in vetrina che ti invitano nella loro "suite" con fare seducente o che, molto più direttamente si abbassano le mutandine non è esattamente la cosa alla quale ero più abituato. Così come assistere all'operazione "acquisto del fumo" e "rollaggio di canna" in un bar (anzi, "coffee shop") assolutamente rispettabile in pieno centro città.
Al di là dell'opinione che tutti noi possiamo avere su queste legalizzazioni (io sono favorevole a quella della prostituzione ma contrario a quella della marijuana), mi pare evidente il collegamento fra queste e l'attitudine degli olandesi nella vita di tutti i giorni. Non so dire se è la società che si è adeguata alle regole o piuttosto il contrario.
Non sono neanche sicuro che tutte queste impressioni corrispondano al vero.
Una cosa certa però la so: se fossi andato ad Amsterdam solo per imbottirmi di droghe non avrei ricavato nessuna di queste impressioni.

Prossima tappa: spero Londra, o Parigi.

Amsterdam
























Classica foto da turista ad Amsterdam, con bicicletta legata alla ringhiera e il canale sullo sfondo. Il colore del cielo testimonia tutta la fortuna che abbiamo avuto con il tempo.
DSC01382
























Quando parlo di gente "originale" mi riferisco anche a tizi come questo. Un inglese che gira con un topo sulla spalla. Chiacchiarando qualche minuto ci ha confessato che quando entra in un locale se lo mette in tasca.
postato da: Sportnotizie alle ore 14:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:amsterdam