Sia chiaro: un capo di Stato di un paese estero non potrebbe mai dettare i temi della campagna elettorale italiana. Se ad esempio Chirac si rivolgesse al nostro paese auspicandosi una vittoria dei conservatori, tutti noi lo vedremmo come inaccettabile. Se poi si permettesse anche di disquisire su temi come i diritti individuali, la scuola pubblica e privata, la ricerca scientifica dell'Italia facendo chiaramente intendere quale coalizione appoggi "moralmente", nascerebbe un vero e proprio caso diplomatico, come è giusto che sia. Perchè questo sarebbe un attentato alla sovranità dello Stato italiano.
Allora qualcuno mi deve spiegare perchè un sovrano di uno Stato teocratico qual è il Papa (o un suo manutengolo come ad esempio Ruini) può permettersi di rivolgersi agli elettori italiani tentando palesemente di influenzarne il voto. Perchè non lo fa anche con i francesi, perchè non con gli spagnoli, o piuttosto con i portoghesi o i brasiliani o gli statunitensi? Perchè il Papa (non parlo semplicemente di Ratzinger se non della figura in sè) pensa di avere diritto a mettere le mani sullo Stato italiano, di mettere bocca, di "consigliare" le "coscienze" dei "cattolici italiani". Perchè alla fin fine, al Vaticano non è ancora andato giù che l'Italia sia Italia e non Stato della Chiesa. Pensateci un attimo, è vero: dietro tutto questo "interesse" per la causa italiana c'è una sincera convinzione di formare parte del nostro paese (o che il nostro paese sia parte del Vaticano) e quindi di avere pieno diritto a partecipare alla campagna elettorale e di stilare agende politiche e progetti di governo.
Non si spiega altrimenti perchè il Papa, al di là di fumose e tortuose dichiarazioni di condanna (ricordo il velatissimo anatema scagliato verso i socialisti spagnoli, rei di aver fatto la legge sui matrimoni gay), non si esprima a proposito delle scelte elettorali di altri paesi cattolici. Forse che gli spagnoli o gli statunitensi sono meno cattolici degli italiani?
E' interessante ascoltare Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, quando parla di politiche sociali e riforme "necessarie per il paese". Quasi ci si dimentica che il buon Camillo sia un prete, che dovrebbe interessarsi di anime, di dialogo con altre religioni, di vescovi, chiese, questioni vaticane. Non della politica italiana, che a quella ci pensano i cittadini italiani eletti al Parlamento da altri milioni di cittadini italiani.
Ma sia chiaro, Ruini si rivolge alle "coscienze", non dà indicazioni di voto. Al limite si sofferma sui PACS che mettono a repentaglio la famiglia (che interessante, e io che ero convinto che le coppie di fatto fossero famiglie, ma sono un cretino: è ovvio che non lo sono perchè nè lui nè lei hanno una fede al dito!). Oppure ci dà la sua opinione circa il concetto di vita "dal concepimento fino alla morte naturale" (ma quanto sono sciocchi questi scienziati che ancora bisticciano e si affannano per capire quando inizia veramente la vita umana!).
Molto interessante anche che a parlare di famiglia (sia chiaro, unione di uomo e donna) sia proprio la gerarchia ecclesiastica che ha emarginato fin dal primo momento della sua millenaria storia le donne dalla pratica religiosa. Quel clero cattolico che non può sposarsi e non ha (o non dovrebbe avere) nessuna idea di cosa significhi l'unione tra uomo e donna, cosa sia la vita di coppia, cosa una donna provi quando ha una gravidanza indesiderata (poteva pensarci prima quella zoccola). Eppure, nonostante tutto ciò, il Papa ci parla di coppie di fatto come "forme di unione radicalmente differenti".
Tutti sanno che queste considerazioni, a pochi giorni dal voto in Italia, non hanno assolutamente alcun peso nella campagna elettorale.
Del resto, PACS e finanziamenti a scuole private non sono mai stati argomento di campagna in questi ultimi mesi, e anche se lo fossero, l'appello del clero è rivolto alle coscienze dei cattolici e si sa, la coscienza è tutto e niente. Una parola jolly.
a destra e sinistra sono tutti d'accordo: non c'è nessuna intromissione. Anzi, applausi a Sua Santità!
Tutti meno quei venditori di canne e libertari di radicali. Quei rompipalle guastafeste che hanno avuto l'insolenza di portare avanti una battaglia persa in partenza per la ricerca scientifica in Italia, grazie al coraggio di un grande uomo chiamato Luca Coscioni. Morto poco fa, tra fiumi di lacrime di coccodrillo.
Finalmente s'è tolto di mezzo anche quel rompiscatole.
Povera laicità.









