venerdì, 27 gennaio 2006

L'ennesimo articolo che prefigura la morte del quotidiano (vi consiglio di leggervelo, potete farlo da qui) si basa su una indagine che, sarà senza dubbio serissima, ma prefigura dei risultati ai quali non credo.
Le parole di Ezio Mauro insegnano: attenzione a dare per moribondo un mezzo di comunicazione che non diminuisce nel gradimento della gente neanche in questi tempi in cui il web segna il passo ed esplode in tutte le sue potenzialità. Ribadisco la mia idea: il quotidiano, per sua natura, svolge un ruolo di interpretazione della realtà, di commento e raccoglimento, di serbatoio di idee, che nessun altro medium riesce a svolgere.

Consiglio a tutti quelli che mi leggono di andarsi a leggere la Wikipedia delle citazioni. Per chi ama aformismi, frasi dall'infinita saggezza (o stupidità) pronunciate da personaggi più o meno celebri, penso che metterà questo sito fra i suoi preferiti.

Chiudo ricordando una notizia che in questi giorni sta girando nel mondo dei media: pare che Google lancerà a breve la sua versione cinese. Stiamo ovviamente parlando di un Google purgato, censurato ed ammansito dalle minacce del regime comunista cinese di oscurarlo del tutto. Nello stesso momento in cui Google si erge a paladino dei diritti della privacy degli americani, difendendoli dalle grinfie del governo Bush, si piega alle esigenze liberticide della dittatura cinese.

Per informazioni maggiori, vi rimando a Google News, da dove vi sceglierete la fonte preferita. Se trovate dell'ironia in questo mio link ci avete visto giusto.
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categoria:giornalismo, google, wikipedia
venerdì, 20 gennaio 2006
Quale sprone ti punge?

Oggi vorrei parlare di tutti quelli come me. Parlare a tutti quelli come me.
Cosa spinge un ragazzo a farsi giornalista? Posso parlare per me, certo, ma la realtà è che conosco tante persone, più o meno della mia età, che sognano di far questo mestiere. E non gli ho mai chiesto perchè. Come se fosse ovvio, il perchè.

E' una passione che parte da lontano, uno sprone che comincia a pungolarci da quando siamo dei soldi di cacio. Nella storia ci sono stati molti giornalisti "emigrati" da altre professioni: dalla politica, ad esempio. O dalla letteratura, dalle cattedre, anche dalle professioni giuridiche.
Oggi è tutto troppo specializzato per potersi reinventare a 30 anni. Le idee devono essere chiare da subito.

Il mestiere a cui aspiriamo è ambito da noi, temuto da tanti, idealizzato da troppi, onnipervasivo di fatto.
Qualcuno di noi ancora crede nel giornalismo super-partes. O forse ci crediamo ancora tutti, eterni bimbi che non si arrendono all'evidenza. Cosa sia la neutralità è un mistero della fede giornalistica. Ci credono anche lì fuori, quelli del mondo, quelli che i giornali li sfogliano e non li scrivono, i tg li guardano e non li "fanno".  C'è chi è più saggio e cerca non la neutralità, ma la serietà. Quella è merce rara, ma perlomeno è reperibile a destra e a sinistra.


Ci sarà chi ci accuserà di giocare con le parole. Non capendo che sono i nostri strumenti, ci accompagneranno sempre e sempre dovremo manovrarle, rigirarle, addolcirle, affilarle. Giocarci. Non dovremo mai perdere la voglia di giocare con le parole. La lingua è un mondo che si crea e si disfa ogni volta che scriviamo un testo. Non dovremo mai dimenticarcelo: siamo e saremo sempre creatori di significati.

Qualcuno di noi, a 22 anni, sa che non potrà più tornare indietro. Ci è troppo invischiato. E si ritrova in discussione, in perenne discussione e sempre a metà del cammino. Con qualcosa in più da imparare, un giornale in più da leggere e studiare. Un'informazione in più da assimilare, metterla nel proprio bagaglio personale e tirare avanti. E pensandoci, qualcuno di noi, si mette a sorridere e spera che tutto questo possa non finire mai.
Ci sarà qualcuno di noi che finirà in un ufficio stampa. Altri in un giornale. Altri in tv, in radio. E nei settimanali. Non ho dimenticato internet.
Internet li attraversa tutti, i mezzi di comunicazione.
Un giornalista della carta stampata può anche guardare la tv col gontagocce. Chi fa radio non è obbligato a comprare un giornale. Chi fa tv può fare a meno di ascoltarsi la radio. Ma nessuno di noi potrà mai rinunciare alla rete. Perchè qui c'è tutto: tv, radio, giornali, settimanali e mensili, addirittura giornali esclusivamente disegnati per il pubblico del web (che non sono più giornali). Internet li contiene tutti.

Mi rendo conto che questo post mi è sfuggito di mano. Sono diventati pensieri sparsi. Spero solo che qualcuno di quelli come me, possa trovargli un significato. Il suo.


ps: Voglio salutare due persone. Robert, il mio amico lontano lontano. Compagno di mille "tertulias" (chiacchierate) su ogni argomento possibile immaginabile. L'altro è il prof Rossano. Di lui dico solo che ha avuto un peso decisivo per la nascita di questo blog.



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categoria:internet, giornalismo
giovedì, 19 gennaio 2006
Anche Skype si piega alla Cina

Ho letto poco fa una notizia che, purtroppo, si lega alla chiusura del mio post precedente.

Anche Skype ha deciso di aderire alla campagna di censura che il governo cinese sta combattendo senza esclusione di colpi. Nella chat del programma più usato per chiamare via web, alcune parole saranno oscurate. Parliamo ovviamente di parole ad alto rischio come "Tibet", "Dalai Lama" e compagnia cantando. Non penso che Skype abbia vissuto un grosso dramma per decidere cosa fosse meglio: coprire alcune parole con tante "x" o trovarsi fuori da un mercato da 110 milioni di utenti in costante crescita?
Eh sì, immagino che scelta dolorosa sia stata.


Per ora Skype non ha commentato la notizia, che è stata pubblicata da Business Week, ma qualora lo facesse sappiamo tutti a quali argomenti si attaccherà. Agli stessi usati da Yahoo quando fece incarcerare un giornalista cinese dando alle autorità locali i suoi dati identificativi: il servizio che la ditta offre dev'essere compatibile anche con le leggi in vigore nel paese in cui si esporta il prodotto.

Ma questa "Carta dei diritti" per tutti i cittadini di internet quando sarà pronta? Ne abbiamo tanto bisogno...


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categoria:cina, internet, censura, skype
lunedì, 16 gennaio 2006
La wikipedia cinese non esiste più

Se non è una Tienanmen telematica, come molti hanno detto, poco ci manca.
Ecco una di quelle notizie che hanno il potere di farti girare le balle. Il governo cinese ha "oscurato" wikipedia, la famosissima enciclopedia del web scritta a più mani. Chi bazzica il mondo di internet in genere lo sa: Wikipedia è un simbolo di come la rete possa essere utilizzata per scopi nobili ed ambiziosi allo stesso tempo: ogni persona può dare il suo contributo di sapere all'enciclopedia di tutti. Se Napster inventò il file-sharing, wiki sviluppa il "knowledge-sharing". Conoscenze condivise.

WIki affronta, come tutte le enciclopedie, tutti gli argomenti possibili e immaginabili. Non c'è limite a quello che ci si può trovare perchè anche se non ci fosse, basterebbe crearlo lì per lì.

Dovete sapere che il sistema di censura che ha messo su la Cina è il più gigantesco che sia mai stato concepito. Un mostro di 30.000 tentacoli. Tanti sono gli impiegati che vengono pagati solo ed esclusivamente per dare la caccia ai cittadini cinesi che cercano qualche informazione sulle parole "libertà" "democrazia" o a quei coraggiosi che creano forum di discussione libera.
Le parole messe all'indice, che fanno scattare l'allarme del sofisticato programma taglia-connessioni, sono 1.041. Inutile dire che Wikipedia comprendesse paraticamente tutte e 1041. E allora il gioco è fatto. Basta togliere di mezzo Wikipedia e già il governo si è tolto di mezzo un pericoloso sobillatore.

La cosa interessante è leggere quali siano le parole vietate dalla censura. Oltre alle prevedibili "democrazia", "libertà", "manifestazione" (così anche Tienanmen è sistemata), "Tibet indipendente" e "Taiwan", ci trovo anche "triangolo" (è forse un riferimento sessuale? perchè si dovrebbe mettere all'indice un triangolo?), "semplice" (qui è buio totale), "merda" "puttana" "playboy" (ma allora toccherebbe anche vietare "Playmate" per par condicio), "incesto" e ovviamente, a confermare quanto sia bacchettone questo regime, "sesso".
Se si cerca più di una volta una di queste parole, la connessione "cade". Aggiungo che in internet, risalire all'identità di un navigatore è semplicissimo, e mi vengono in mente mille maniere per monitorare ed eventualmente punire chi cerca con troppa insistenza la "libertà" su un motore di ricerca.

Il regime cinese continua a trattare come imbecilli i cinesi. E il bello è che compagnie come Yahoo e Microsoft fanno il gioco del Partito Comunista. Leggere per credere.
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categoria:internet, knowledge-sharing
sabato, 14 gennaio 2006
Cose che fan bene al giornalismo
Alcune frasi di Mauro e il fenomeno degli rss

Prima nota positiva: il blog è arrivato al secondo post. E quindi anche primo obiettivo raggiunto.
Il motivo basico per cui ho deciso di trascinare questo spazio web al suo terzo giorno di vita è che ho qualcosa che devo assolutamente raccontare.

Le succose anticipazioni che hanno costretto al "refresh" del glob migliaia di miei fans per un giorno ed una mattinata, ordunque, verranno disvelate immantinente.

Giusto tre o quattro giorni fa curiosavo sul sito di repubblica.it  e ci ho trovato per puro caso, alcuni speciali che celebrano i trenta anni della fondazione del secondo giornale più letto del paese. Lo speciale più interessante è senza dubbio quello in cui Augias intervista Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari. Per chi si interessa di giornalismo credo che dovrebbe proprio dare un'occhiata a questi video.
In particolare le cose più belle le ha dette Mauro: "L'Italia dimostra di essere un paese arretrato quando alla nascita di un giornale ci  si chiede: "Con chi stai"? Bisognerebbe invece chiedere "Chi sei?" "Qual è la tua natura?" Un giornale deve evere una natura, un'anima, delle idee, e sono quelle idee che ti spingono a sostenere ora una parte, ora un'altra".
Ora non so quanto ci sia di utopico e quanto di reale in questa frase. Certo che per realizzare l'idea di un giornale che non sta con nessuno, bisognerebbe anzitutto essere indipendenti economicamente. Però, pensateci, è bello: una testata che abbia una sua anima, delle sue idee e un suo ideale. In base a tutto ciò, questo giornale spara bordate ora a destra, ora a sinistra, ora al centro (ma sto centro esiste? mah).

Altra cosina, sempre by Mauro: "Perchè il giornale è sopravvissuto alla radio, alla televisione, e sta sopravvivendo ad internet? Perchè un giornale non è puro flusso, ci sta dentro, scarta alcune informazioni e ne trattiene alcune. Trattiene quelle mattonelle che potranno essere un deposito di senso, che potranno fornire gli strumenti per dare un senso alla giornata che abbiamo appena attraversato. C'è una continua ricerca del senso".
Ed ecco che si accende la luce. Una bella risposta a chi sostiene che il quotidiano in edicola sia una razza in via di estinzione. Ragazzi non c'è niente da fare: quel che fornisce il quotidiano è inarrivabile dai new media. E' ovvio che il contenuto di un quodiano potrà essere apprezzato solo da tutti quelli che non si fermano alla "nuda" notizia, da tutti coloro che amano approfondire ed imparare ogni giorno. Non sto dicendo che chi si informa esclusivamente sul web o solo sulla tv sia un ignorante, ma semplicemente che, forse, a quella persona manchi un pò quella visione d'insieme che hanno i lettori abituali del giornale. Dice: "ma sul giornale ci trovo le notizie del giorno prima, su internet è tutto in tempo reale". E io dico: tutto sta ne saper integrare i due mezzi. Sul web mi informo oggi; sul giornale mi farò un'idea più precisa domani.
Il flusso delle notizie è in realtà un torrente in piena. Allora le cose sono due: o ci facciamo travolgere nel tentativo di nuotarci dentro; o andiamo verso la foce e lo attraversiamo quando s'è un pò calmato.


Ok solo due cosette sugli RSS. Sono fantastici! Li ho scoperti per caso qualche tempo fa, prima ne sentivo parlare ma non ho mai avuto la voglia di capire cosa fossero davvero. Grave errore. Con questa tecnologia, tecnicamente neanche tanto complicata, ricevo sul desktop degli avvertimenti ogni volta che un sito (fra quelli da me scelti) pubblica un nuovo articolo, o news, o post nel caso dei blog. Il programma di cui ha bisogno è assolutamente use friendly, anche il più imbranato lamerone sarebbe in grado di scegliere i "feed" di cui  ha bisogno e organizzarli per categorie (che ne so: sport, news dal mondo, blog).
Il vantaggio più grande è che non c'è bisogno di andare a spulciare quei 10-20-30 siti per controllare se sono stati aggiornati. Un risparmio di tempo notevole. Ma non solo: per esperienza personale ho notato che attraverso gli RSS c'è molta meno dispersione delle informazioni: se mi leggo le notizie ogni mezzora (o 3-4 ore) il lavoro di "filtro" è molto meno complicato e alla fine mi giungono più nozioni di quante ne arriverebbero controllando ogni singolo sito web, con poco tempo a disposizione.
Il famoso "flusso" è un pò più domabile con gli RSS.
Non mi dilungherò in spiegazioni tecniche, visto che sarebbero il frutto di un mero scopiazzamento, quindi tanto vale che andate a questo sito e vi fate un'idea precisa.









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categoria:repubblica, feeds, wikipedia, mauro
giovedì, 12 gennaio 2006
Che succede se premo su "pubblica post"?

Alè, si comincia. Una serata fredda fredda, movimentata dalle note dei Green Day. La decisione di cominciare risale a qualche sera fa, quando pensai di poter mettere in una pagina le mie varie considerazioni e scoperte tratte da ciò che mi circonda.

Come si svilupperà questo blog? Non ne ho idea, francamente. Dipende da quante cose avrò da dire, quanta voglia avrò di farlo e decine di altre variabili.
Anche per questo non ho voluto dare un titolo al blog. O meglio: non ho potuto. Cinque minuti a fissare come un ebete il campo da riempire mi sono sembrati abbastanza, per evincere che semmai sarà per un'altra volta, a idee più nitide.

Fra poco esco con Sandro ed altri (chi? bella domanda) in un pub (penso). Only men. Dopo tre giorni di clausura-studio direi che sarebbe anche l'ora.
Detto questo vorrei fare una breve precisazione che poi è anche un "manifesto", se vogliamo (io lo voglio). Il blog è di per se personale. E su questo nessun dubbio, penso. Rimane il fatto che un blog in cui si parli solo di sè stessi, delle proprie avventure quotidiane, amorose, lavorativo-universitarie, è un blog destinato a fallire. Per un palese motivo: alle persone non frega una mazza di tutto ciò. Con buona pace di chi sostiene che la "blogomania" trovi la sua ragion d'essere proprio in questo senso: blog come "caro diario".
Penso che in queste pagine, le incursioni nell"autobiografico" ci saranno e d'accordo, ma il blog non nasce nè ha intenzione di seguire la strada dell'autoreferenzialità.

Quel che mi piacerebbe sarebbe metterci su delle considerazioni che possano interessare qualcuno. La base di internet è l'informazione: io vado sul web per cercare informazioni, sentire cosa pensa la gente su questo o su quello, non per star a leggere le lagne disperate di un tizio che è stato appena mollato o altre amenità. Per quello basta accendere Canale5 all'ora di pranzo o comprarsi Cioè.
Questo per chiarire che qui non ci sarà la rubrica de "la posta del cuore" nè "dillo a tutti" , che altro non è se non la versione web della classica rubrica del "dillo a Maria Grazia" delle riviste per donne, sul web la nuova moda è dire i propri cazzi a tutti, e in questo internet prende il peggio della tv.

Allora, domani volevo mettere qui dentro alcune frasi molto belle che ho estrapolato da un'intervista di Corrado Augias a Ezio Mauro (il direttore de "La Repubblica") e Scalfari (il fondatore).
Le frasi che metterò sono di Mauro, nello specifico. Spero di trovarle nell'immenso bordello che è il mio pc e soprattutto di ricordarmelo. Ah poi anche alcune parole sugli RSS, che mi hanno aperto un nuovo mondo (molti blogomaniaci penseranno che vivo su Marte, per scoprirli solo adesso... ). Poi magari ci scappa qualche cosa sull'ultimo grande dilemma dell'italiano medio: pc portatile o telefono palmare? E infine, qualcosa sulla schifosissima censura internettiana che il governo cinese sta operando nei confronti del suo popolo. L'ultima? Wikipedia oscurato...

Vabbene è ora di andare. Ora che ci penso la grafica del blog sarà scandalosa e dico da subito che non ho/avrò nè voglia nè tempo di metterci mano. Se un giorno qualcuno vorrà aiutarmi sarà il benvenuto.


postato da: Sportnotizie alle ore 21:04 | Permalink | commenti (3)
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