giovedì, 17 aprile 2008
Silvio III


Berlusconi ha rivinto. Dopo il 1994 e il 2001, riceverà il terzo incarico per governare l'Italia. Da questi avvenimenti, ho tratto qualche conclusione.

  • Ancora una volta gli italiani hanno dimostrato di amare l'alternanza. Ma anche di subire il fascino di personalità carismatiche, più di altri popoli.
  • Il risultato di una elezione va accettato. E considerare i votanti dell'opposto partito degli ignoranti imbecilli non è un gran segnale di rispetto. Valeva per Berlusconi mentre dava dei “grulli” agli elettori di Veltroni, vale oggi per chi non ha votato Berlusconi.
  • La sinistra estrema, senza più il salvagente della coalizione, è rimasta fuori dal Parlamento e dal Senato. E questa, a mio modo di vedere, è una conquista. Anche in Italia, insomma, è caduto il muro di Berlino e la sinistra si è liberata una volta per tutte della falce e del martello.

  • Il Partito Democratico ha perso, ma a Veltroni (e a Prodi) rimane un merito storico: quello di aver catalizzato la semplificazione della politica. Senza Pd non sarebbe nato il Pdl, e Berlusconi non si sarebbe liberato di neo-fascisti e centristi.

  • La sinistra estrema non è stata assassinata da Veltroni. Si è, ancora una volta, suicidata. A parte la campagna elettorale in basso profilo e senza mordente, agli italiani non è piaciuto l'eterno ricatto a cui hanno condannato Prodi per due anni. L'Unione è caduta per lo sgambetto di Mastella ma era già moribonda. E chi non dimostra capace di governare non viene premiato. Perché perde la fiducia della gente.

  • La Lega è tornata ai livelli di consenso del 1994. Erano i tempi di “Roma ladrona” e della secessione. Oggi la Lega è più istituzionalizzata, ma rimane un fenomeno sorprendente e soprattutto, incomprensibile alla sinistra. Tanti operai hanno scelto Bossi, e non più Bertinotti. Ma neanche Veltroni.

    Ma ci sono alcuni aspetti del prossimo governo che mi preoccupano più di altri. E non si tratta di pregiudizi. Sono timori basati sull'esperienza 2001-2006.

  • La politica estera. Berlusconi ha la pessima abitudine di trasformare una visita ufficiale in una gita scolastica. La sensazione è che per Berlusconi la politica estera sia qualcosa di poco serio. E vantare l'amicizia con Putin va venire i brividi.

  • La riforma televisiva. Grazie anche all'immobilismo del governo Prodi e al deludentissimo Ddl Gentiloni, Berlusconi torna al governo con una legge Gasparri ancora intatta. L'Unione Europea ha finito la carta a forza di spedire lettere di avvertimento, ma oggi più che mai resterà inascoltata.

  • Diritti civili. Non ci sarà il Difensore della Famiglia (Casini), ma né Berlusconi né Bossi apriranno a coppie di fatto, matrimoni gay, fecondazione assistita, eutanasia. Salvo sorprese (miracoli), l'Italia accumulerà altri 5 anni anni di ritardo dall'Europa civilizzata.

  • Le ultime frasi di Berlusconi “questa legge elettorale ha dimostrato di non essere poi tanto male”, non fanno ben sperare.

  • Su federalismo fiscale, riforma della giustizia, della Costituzione e misure economiche rimango in attesa. Senza pregiudizi né troppa fiducia.

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categoria:politica, elezioni, berlusconi, putin, prodi, bossi, partito democratico
martedì, 05 febbraio 2008

Blogger + Unione Europea = ?

faro ue

LItalia e l’Europa. Parenti stretti. Da sempre, visto che il paese dello stivale è un socio fondatore fin dal 1956. Quando alla comunità del carbone e dell’acciaio credevano in pochi.

Come ogni rapporto profondo, pieno di incomprensioni, porte sbattute, crisi, liti. C’è chi non riesce a sopportare l’idea di un Parlamento in un posto lontano e freddo che legifera per noi. C’è chi ancora crede che l’inflazione sia tutta colpa dell’euro.
Ma tanti sono ormai gli anni passati insieme, troppi gli interessi in comune, i progetti in cantiere. Separarsi e continuare ognuno per la strada: impensabile. Forse sono pochissimi a volerlo davvero.

C’è, infatti, chi all’Europa crede ancora. Ma non in questa. E la vorrebbe più unita, più decisionista, più cosciente del peso che potrebbe avere nel mondo. Proprio da queste persone, in genere, partono le critiche più feroci. Proprio perché mosse da chi, più che essere scettico a priori, sente tradita la propria fiducia.

Ma “l’opinione pubblica” cosa ne pensa? Voi blogger italiani, come reagite di fronte alla bandiera azzurra con le stelline?
Cosa significa per voi far parte dell’Unione Europea? Vi sentite cittadini europei? O solo italiani? Quali sono per voi i valori europei, se esistono?

Facendomi un giro per blog alla ricerca di questi temi, ho trovato quasi soltanto voci critiche, sarcastiche, comunque negative sull’Europa. Ma i blogger italiani sono tutti euroscettici? E perché gli euroscettici non colgono l’occasione per motivare, una volta per tutte, la loro posizione?

Se volete partecipare al “gioco” replicate a questo post, oppure rispondete direttamente sul vostro blog, mandandomi solo il link.

Fra qualche settimana, letti tutti i pareri e le risposte, farò un mio personale “euro-barometro” della blogosfera. E vediamo se coinciderà con il vostro.

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categoria:blog, internet, europa
giovedì, 24 gennaio 2008
Buone nuove, ogni tanto

Dall'oscuro pessimismo di ieri, oggi una folata di freschezza e ottimismo. Visto che la politica non lo fa, sono i tribunali amministrativi a muoversi per cambiare e migliorare leggi vergognose.

Il Tar del Lazio, infatti, ha annullato le linee guida della legge 40, quella approvata dal centrodestra nel 2004 e appoggiata dal Vaticano. La legge che regola la fecondazione assistita. Il motivo dell'annullamento? Le linee guida della legge invadono la libertà personale della donna, si sostituiscono a lei in una decisione delicata come quella di avere un figlio, e come averlo. La Consulta, inoltre, dovrà esprimersi sulla costituzionalità della 40.

Sarebbe l'ultimo e definitivo colpo d'ascia a una legge infame, votata in parlamento alla chetichella e confermata da un referendum fallito per mancanza di quorum. Un referendum in cui la parte oscurantista/medievale della politica italiana preferì disinformare ed evocare fantasmi. Fu la sconfitta della ragione e del progresso. Fu la Caporetto delle donne.

Ma il progresso e la ragione si possono, al limite, frenare. Non fermare. Questa ne è la conferma. Un ironicissimo "grazie" al ministro della salute Livia Turco per non aver mosso un dito, in quasi due anni, per modificare le linee guida facendosi umiliare dal Tar che ha deciso al posto suo. Eppure l'aveva promesso. Eppure è donna anche lei.

Il link alla notizia.
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categoria:politica, fecondazione, legge 40, tar
mercoledì, 23 gennaio 2008
Fallimento.it

Il governo sta per cadere. Principalmente, per colpa di un partito con l'1% dei voti degli italiani.
Non è ancora caduto, e già c'è chi lavora nell'ombra per mettere su un governo tecnico, o di larghe intese. Insomma, un esecutivo all'italiana, di quelli che si siedono sullo scranno del potere senza chiedere nessuna legittimazione ai cittadini. Che così si trasformano in sudditi.

Immerso nell'amarezza, vi invito a leggere una notizia sconfortante. ha avuto poco spazio sulla stampa italiana. Ma non c'è miglior momento di questo per darle un'occhiata.

"È costato quindici milioni di euro. Buttati via inseguendo un'iniziativa che nel frattempo era già diventata obsoleta. Ma il fallimento del portale www.italia.it incarna il disastro del nostro paese, incapace di concretizzare anche i progetti più piccoli. Doveva promuovere il turismo, fare da vetrina digitale della riscossa per riportare i turisti sulle nostre spiagge. Invece dopo due anni di tentativi, restyling, errori geografici e traduzioni maccheroniche ci si è trovati davanti a un'unica strada: azzerarlo. Il progetto è figlio di Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione del governo Berlusconi che ha varato strategie digitali tanto costose quanto inconcludenti. Un lancio elettorale: venne presentato il 31 marzo 2006, alla vigilia delle elezioni, e affidato a un consorzio di imprese guidato da Ibm. Ossia dal colosso mondiale dove Stanca aveva lavorato fino all'ingresso nel governo di centrodestra. Poi un anno fa Francesco Rutelli si impegnò per rianimarlo, salvo poi rendersi conto che si trattava di una missione impossibile. Lunedì 21 gennaio il verdetto: meglio staccare la spina.
La conta dei danni è confusa, come tutto il progetto. Il ministero precisa: abbiamo speso finora solo sette dei 45 milioni stanziati, ci sono quindi fondi per creare soluzioni alternative. Ma quel "solo sette milioni" appare paradossale: perché sette milioni per un portale web sono una cifra mostruosa. E il coordinatore degli assessori regionali Enrico Paolini raddoppia la stima della disfatta, includendo i contributi degli enti locali: quindici milioni inghiottiti dal buco nero digitale. Con la solita domanda: chi pagherà per i soldi sprecati?"
da http://www.spreconi.it/2008/01/il-fallimento-d.html


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lunedì, 24 dicembre 2007
Più Natale per tutti
Che sia una festa religiosa, tutto il mondo lo sa. Ma anche per chi non crede, come me e la mia famiglia, si tratta di una festa. Anzi, di una bella festa. Un'occasione unica per interrompere la nostra routine, fare un viaggio (piccolo o grande che sia) per stare tutti insieme, per riunire la famiglia. Per ricordarci che, fra di noi, non c'è solo un legame forzato, di sangue, ma qualcosa di più. Esattamente quello che ci spinge a passare alcuni giorni sotto lo stesso tetto.

Una volta all'anno siamo tutti insieme. Immagino sarà così anche per tanti altri. Allora lo dico per me e per tutti quelli leggeranno: godiamocelo, questo Natale.

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categoria:famiglia, natale
venerdì, 07 dicembre 2007
Rivive la biblioteca del Duca

Il palazzo Ducale di Urbino si rifà il trucco con proiezioni, effetti sonori e interattività.

Sabato primo dicembre è stato presentato al pubblico il progetto di spettacolarizzazione della Galleria nazionale delle Marche. Musica e immagini si sono fuse in un’evocazione che ha trascinato gli spettatori nello spirito del tempo: il rinascimento. L’età in cui il Palazzo era il cuore del potere del Duca, signore di tutto il Montefeltro e amante delle belle arti. Davanti agli occhi degli spettatori sono scorse immagini di Raffaello e delle sue opere, del duca Federico, dei più bei quadri dipinti in Italia in quel periodo.

Per gli allestimenti di questi sistemi interattivi la Sovrintendenza ha scelto quattro sale: dell’Accoglienza, dei Banchetti, degli Affreschi e della Biblioteca. Proprio questo è l'esempio più bello di come si possa valorizzare un palazzo storico: Era una delle più belle del Rinascimento, poi è stata spogliata e trasportata in blocco nella biblioteca Vaticana. Ora è tornata (virtualmente) a Urbino, e da quattro mura spoglie, la biblioteca si è ripopolata grazie alle video-proiezioni. Si potranno consultare alcuni dei volumi più belli e sfogliarli con il semplice movimento delle braccia come nei film di fantascienza. Sempre da marzo ogni singolo volume sarà consultabile pagina per pagina e riprodotto visivamente, nell’esatta posizione in cui li vedeva Federico.

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categoria:biblioteca, virtuale, urbino, palazzo ducale
venerdì, 30 novembre 2007

Annapolis, il giorno dopo

Murofoto da www.gruppoesperanza.it

In Israele e nei territori palestinesi l’opinione pubblica è molto divisa su come interpretare l’esito della conferenza di pace. Ironia della sorte, i due protagonisti-antagonisti del vertice americano, l’israeliano Ehud Olmert e il palestinese Abu Mazen, convivono con gli stessi problemi interni. Secondo un sondaggio del quotidiano Haaretz, solo il 17% degli israeliani pensa che Annapolis sia stato un successo per il paese. Più diretto il leader dei coloni ebrei, Dani Dayan: “Sono state create molte aspettative, e la frustrazioni saranno grandi. Annapolis non condurrà alla pace ma a una nuova ondata di violenza”. Del resto, i coloni hanno davvero poco da guadagnare dall’accordo che si sta profilando, dal momento che dovrebbero smobilitare e trasferirsi dai territori palestinesi. Dayan, però, è convinto che “l’evacuazione è impossibile e Olmert non la realizzerà”.

Non se la passa meglio Abu Mazen, che sta trovando in Hamas un’opposizione inflessibile: no a qualsiasi forma di collaborazione con il nemico, figurarsi alle concessioni. E’ di ieri l’ultima uscita degli islamisti, secondo i quali la risoluzione Onu del 1948, quella che decretò la nascita dello stato di Israele, potrebbe essere tranquillamente cancellata. “Non c’è nulla di male a correggere un errore” sostengono gli uomini di Hamas. Fra chi tratta con Israele e chi si rifiuta di riconoscerlo la differenza è sconfortante.

Intanto, Annapolis o no, a Gaza si continua a morire come quasi ogni giorno: un raid aereo israeliano ha ucciso 4 palestinesi. Si trattava di miliziani di Hamas e con loro il numero di vittime della guerra arabo-israeliana dall’anno 2000 è salito a 5946.

La soluzione dei due popoli in due Stati, però, comincia a far breccia. La notizia più interessante è che adesso anche Israele comincia a crederci seriamente. Il 53% degli intervistati da Haaretz spera in un accordo di pace con i palestinesi per creare due entità separate e risolvere tutti i problemi pendenti: dai profughi ai confini, dallo status di Gerusalemme alla questione delle sorgenti d’acqua. Lo stesso premier Olmert, che pure non ha alcuna fretta di rispettare la scadenza del 2008 per firmare l’accordo e non perde occasione per frenare gli entusiasmi, si è detto convinto che in caso di fallimento della soluzione delle due entità “lo stato di Israele sarebbe finito”.  Una frase forte, che lascia trasparire il clima da ultima spiaggia che sta vivendo lo stato ebraico: con la prospettiva di un Iran nucleare alle porte la questione palestinese è un nodo da sciogliere. Se non entro il 2008 comunque in tempi brevi.

Secondo il premier israeliano, il suo partner Abu Mazen è “debole, deve ancora definire gli strumenti per l’accordo e potrebbe non essere il grado di farlo”. Dimentica, Olmert, che anche la sua popolarità in patria è ai minimi storici. Gli israeliani, che pure sono divisi su cosa pensare di Annapolis, sono concordi nel ritenere il loro capo di governo inadatto. Non è certo una buona notizia per chi vuole la pace. Ci si chiede: due leader poco amati avranno la forza per imporre compromessi dolorosi ai loro popoli?

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categoria:annapolis medio oriente israele
venerdì, 16 novembre 2007
Il ritorno

Dopo grossi problemi tecnici che solo in questi giorni ho avuto il tempo di risolvere, il blog torna finalmente leggibile. Tutti i post, con relativi commenti, sono rimasti. Purtroppo, però, ho dovuto cambiare template. Spero, a breve, di personalizzarlo un po'. Sarebbe l'occasione per un bel restyling del "Cammino".

In attesa di post più costruttivi, vi segnalo il nuovo sito di El Paìs. Ridisegnato, ripensato, personalizzabile persino nel logo. La novità più bella, secondo me, è la doppia versione. C'è quella globale, con particolare attenzione alla cronaca e agli aventi del mondo, e quella spagnola, più proiettata nei fatti interni della Spagna.

Un portale di informazione pensato per i tantissimi lettori dall'estero (soprattutto latino-americani) che non sono per forza interessati alla politica interna spagnola. Ma anche un modo per rispecchiare, anche online, la vocazione del quotidiano cartaceo, con gli esteri sempre in primo piano.

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categoria:giornalismo, pais
lunedì, 06 agosto 2007
Il demone della pedata
Non so se sia colpa del mio stage a Repubblica.it, dove mi occupo quotidianamente di calciomercato.
Ma potrebbe anche essere l'estate, un periodo di magra, con tante chiacchiere e poche partite vere. Anzi nessuna, visto che non è un anno pari.

Fatto sta che il demone del calcio sta tornando a corrodermi l'anima. E allora, a chi apprezza (e a chi condivide), dò due consigli. Uno dei quali potrebbe essere addirittura offensivo per quanto scontato: è il libro LIB-FEBBREA90di Nick Hornby , "Febbre a 90". Conosciuto come "la Bibbia di ogni tifoso". Ed è vero, accidenti.


L'altro è un sito web dove trovate decine e decine di biografie delle meteore- bidoni che la serie A ha importato negli anni Ottanta e Novanta. Scritte molto bene, dettagliate quanto basta per un feticista dei tabellini con un passato dedicato agli album delle figurine. E, vi assicuro, tra un Oumar Dieng e un Tetradze, tra un Magallanes e un Esnaider vi si intenerirà il cuore.

Ecco il link.
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categoria:libri, calcio
lunedì, 30 luglio 2007
L'uddiccino va a puttane

Forse non è delicato girare il dito nella piaga, ma al momento il più fulgido esempio di incoerenza è proprio lui: Cosimo Mele, parlamentare democristiano dell'Udc. Non posso non parlarne, è un assist a porta vuota che devo assolutamente sfruttare.
Venerdì sera lo squallido Mele si è regalato una bella cenetta in Via Veneto in compagnia di una "squillo" (sì, lo so, i comuni mortali le chiamano "puttane", ma ora si dice così), poi se l'è portata a letto in un albergo. Sempre di via Veneto e sempre coi soldi dei contribuenti.
Come lo stesso Mele ammette, è stato anche parecchio "sfigato, perché se la ragazza non si fosse sentita male non sarebbe successo nulla". Sì perché la "squillo" a quanto pare si drogava, e dopo aver sfinito il povero Mele (padre di tre figli) era andata in bagno per soddisfare la sua dipendenza. Il politico sostiene di non aver usato la droga, né di essersi accorto che la ragazza la stesse consumando, visto che dormiva, e si è svegliato solo quanto la donna si stava già sentendo male. Questo racconta, e personalmente ci credo. Dopo di che, Mele ha soccorso la ragazza e oggi ne fa un vanto, come se soccorrere gli altri non fosse un atto dovuto. In realtà sembra che le ragazze nella stanza dell'albergo fossero due. Se così fosse, lo sfinimento fisico del parlamentare sarebbe ancora più spiegabile.

Adesso l'Udc lo toglierà di mezzo secondo il principio che un politico debba essere coerente ed esemplare, ma Mele rimarrà un parlamentare. Un parlamentare che ha votato Pacs e Dico e voterà contro i Cus struprando la parola "famiglia". Un concetto completamente estraneo a una persona che tradisce la moglie (che ora "piange tutto il giorno") con una prostituta. Dall'alto della sua posizione, Mele il puttaniere si azzarda a moraleggiare sull'autentico significato di famiglia, facendo passare per mezzi deviati quegli uomini e quelle donne che, pur amandosi come qualsiasi altra coppia, non vuole formalizzare il matrimonio né in chiesa né in comune.

Una persona che, dopo aver tentato la scappatella ed essere stato beccato con le zampette nella marmellata, cerca di difendersi e risulta ancora più triste e pietoso. "Ai miei figli ancora non l'ho detto, non ho il coraggio"; "Noi politici siamo uomini come gli altri, ci capita di sbagliare".

Eh no, Mele, voi politici non siete uomini come gli altri. Siete uomini pubblici, che rappresentano anzitutto il Paese, e in secondo luogo i vostri elettori. Da un politico si esige coerenza. Non moralità, solo coerenza. Andare a puttane non è un male in sè, è scandaloso nel momento in cui si fa della famiglia uno dei propri valori politici fondanti.

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categoria:politica, famiglia, valori, udc , squillo