Berlusconi ha rivinto. Dopo il 1994 e il 2001, riceverà il terzo incarico per governare l'Italia. Da questi avvenimenti, ho tratto qualche conclusione.
- Ancora una volta gli italiani hanno dimostrato di amare l'alternanza. Ma anche di subire il fascino di personalità carismatiche, più di altri popoli.
- Il risultato di una elezione va accettato. E considerare i votanti dell'opposto partito degli ignoranti imbecilli non è un gran segnale di rispetto. Valeva per Berlusconi mentre dava dei “grulli” agli elettori di Veltroni, vale oggi per chi non ha votato Berlusconi.
-
La sinistra estrema, senza più il salvagente della coalizione, è rimasta fuori dal Parlamento e dal Senato. E questa, a mio modo di vedere, è una conquista. Anche in Italia, insomma, è caduto il muro di Berlino e la sinistra si è liberata una volta per tutte della falce e del martello.
-
Il Partito Democratico ha perso, ma a Veltroni (e a Prodi) rimane un merito storico: quello di aver catalizzato la semplificazione della politica. Senza Pd non sarebbe nato il Pdl, e Berlusconi non si sarebbe liberato di neo-fascisti e centristi.
-
La sinistra estrema non è stata assassinata da Veltroni. Si è, ancora una volta, suicidata. A parte la campagna elettorale in basso profilo e senza mordente, agli italiani non è piaciuto l'eterno ricatto a cui hanno condannato Prodi per due anni. L'Unione è caduta per lo sgambetto di Mastella ma era già moribonda. E chi non dimostra capace di governare non viene premiato. Perché perde la fiducia della gente.
-
La Lega è tornata ai livelli di consenso del 1994. Erano i tempi di “Roma ladrona” e della secessione. Oggi la Lega è più istituzionalizzata, ma rimane un fenomeno sorprendente e soprattutto, incomprensibile alla sinistra. Tanti operai hanno scelto Bossi, e non più Bertinotti. Ma neanche Veltroni.
Ma ci sono alcuni aspetti del prossimo governo che mi preoccupano più di altri. E non si tratta di pregiudizi. Sono timori basati sull'esperienza 2001-2006.
-
La politica estera. Berlusconi ha la pessima abitudine di trasformare una visita ufficiale in una gita scolastica. La sensazione è che per Berlusconi la politica estera sia qualcosa di poco serio. E vantare l'amicizia con Putin va venire i brividi.
-
La riforma televisiva. Grazie anche all'immobilismo del governo Prodi e al deludentissimo Ddl Gentiloni, Berlusconi torna al governo con una legge Gasparri ancora intatta. L'Unione Europea ha finito la carta a forza di spedire lettere di avvertimento, ma oggi più che mai resterà inascoltata.
-
Diritti civili. Non ci sarà il Difensore della Famiglia (Casini), ma né Berlusconi né Bossi apriranno a coppie di fatto, matrimoni gay, fecondazione assistita, eutanasia. Salvo sorprese (miracoli), l'Italia accumulerà altri 5 anni anni di ritardo dall'Europa civilizzata.
-
Le ultime frasi di Berlusconi “questa legge elettorale ha dimostrato di non essere poi tanto male”, non fanno ben sperare.
-
Su federalismo fiscale, riforma della giustizia, della Costituzione e misure economiche rimango in attesa. Senza pregiudizi né troppa fiducia.
categoria:politica, elezioni, berlusconi, putin, prodi, bossi, partito democratico












foto da www.gruppoesperanza.it
di Nick Hornby , "Febbre a 90". Conosciuto come "la Bibbia di ogni tifoso". Ed è vero, accidenti.